Curriculum
Giovanni Serra
Giovanni Serra
Curriculum
Giovanni SERRA è nato a Ortacesus
(Cagliari) il 25 gennaio 1939 e risiede in via Calcesana, 38/A a Ghezzano
(Pisa) in cui vive con la moglie Gloria, insegnante di Lettere, ed il figlio
minore Giandomenico, studente di Ingegneria Aerospaziale; il figlio più grande
Renato, Ingegnere Chimico, lavora all'European Patente Office e la figlia,
Angela, Ingegnere Aeronautico, lavora alla Divisione Ricerca & Sviluppo di
una industria meccanica, la MATEC, a Firenze.
Il suo curriculum - professionale,
scientifico e didattco - si è sviluppato come viene indicato, sinteticamente,
di seguito:
-
nel novembre del 1962 si è laureato in Scienze
Agrarie, col massimo dei voti, all'Università di Firenze;
-
dal 1962 al 1965 è stato Assistente volontario e
titolare di una borsa di studio presso l'Istituto di Agronomia dell'Università
di Firenze;
-
nel 1965 vince il relativo concorso pubblico e
diventa Sperimentatore presso il Centro Regionale Agrario Sperimentale di
Cagliari;
-
nel 1969, vince il concorso pubblico e diventa
Direttore della Sezione di Orticoltura e Floricoltura del Centro Regionale
Agrario Sperimentale di Cagliari che lascia, per dimissioni volontarie, nel
1981;
-
nel 1981 assume, con la qualifica dirigenziale,
la Direzione del Centro Ricerche della Floramiata SpA una Società del Gruppo
ENI che recita un ruolo di risonanza europea nel campo della floricoltura;
-
nel 1987 lascia, per dimissioni volontarie,
quest'ultima Società;
-
dall'Anno Accademico 1987-88, quale vincitore di
concorso, assume la carica di Professore Associato di Orticoltura alla Scuola
Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa, ufficio
che ricopre ancora oggi.
-
nel 2001 consegue l'idoneità a professore di I
fascia con un giudizio unanime della Commissione che così si esprime: "Gli elementi che emergono dall'esame delle
pubblicazioni, dai documenti e dal curriculum del prof. Serra sono indicativi
di un impegno, nell'ambito scientifico del gruppo disciplinare AGR04, che si
rivela ampio, continuo e sempre orientato verso aspetti attuali e innovativi.
Significativa risulta l'attività didattica. Pienamente soddisfacente il profilo
del candidato per quanto riguarda quantità e qualità della produzione
scientifica, scelta dei temi, attività organizzativa, applicabilità dei
risultati ottenuti, collocazione editoriale dei lavori. Il giudizio è pertanto
pienamente positivo e si ritiene che il prof. Serra abbia preparazione e
maturità scientifica tali da poter svolgere le funzioni di professore di I
fascia di cui alla presente valutazione comparativa".
Comitati ed
Associazioni Tecnco-Scientifiche, Riconoscimenti
E’ stato membro del Comitato
tecnico-scientifico della Fondazione Minoprio afferente alla Fondazione CARIPLO
ed alla Regione Lombardia, dell’Azienda Speciale per la Sperimentazione Agraria
della CCIAA di Savona ed è membro del Comitato Tecnico-Scientifico del
Consorzio Interuniversitario Qualital, in rappresentanza della Scuola E'
inoltre socio della Società Italiana di Agronomia, della Società Orticola
Italiana - in cui è stato anche consigliere e vicepresidente della sezione di
Floricoltura - dell’International Society for Horticultural Science - in cui
opera nella Commission Protected Cultivation ed in quella di Ornamental Plants
- e Socio Corrispondente dell’Accademia dei Georgofili. E' stato membro e
presidente di Giurie tecniche di Esposizioni e di Concorsi internazionali di
floricoltura e piante ornamentali quali Euroflora, Flo.RA e Biennale
Internazionale del Fiore di Pescia. E' membro del Comitato scientifico per la
Conservazione e Valorizzazione del Germoplasma della Regione Toscana.
Per la sua attività scientifica e
didattica nel campo del florovivaismo gli viene assegnato il premio
internazionale "Il Garofano d'Argento" e, più recentemente, riceve
con la votazione unanime della Giuria il premio Fabio Rizzi
"Professionista del Verde" con la seguente motivazione: "Per
aver formato in oltre 30 anni di attività studenti, tecnici, ricercatori ed operatori
e per aver stimolato concretamente l'innovazione ne mondo dell'Università,
della ricerca, della produzione e commercializzazione del florovivaismo e del
verde nazionale ed internazionale".
Coordinamento
scientifico di Progetti, Sottoprogetti, Unità di Ricerca
Ha avuto ed ha la responsabilità di
Progetti di ricerca finalizzati, Sottoprogetti, Tematiche ed Unità di ricerca.
E' stato ed è responsabile scientifico di
Unità di Ricerca in progetti del Consiglio nazionale delle Ricerche, del
MURST-MiUR, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF-MAF):
-
Progetto Finanlizzato "Fitofarmaci e
Fitoregolatori" del CNR;
-
Progetto Finalizzato Incremento della
Produttività delle Risorse Agricole (IPRA) del CNR;
-
Progetto Coordinato ARBORN - Ecofisiologia degli
arbusti Ornamentali - del CNR;
-
Progetti singoli con contributi CNR;
-
Gruppo nazionale di ricerca "Fattori
ambientali e produzione agraria" del MURST-MiUR;
-
Progetto Finalizzato "Miglioramento della
produzione floricola" del MAF-MiPAF;
-
Progetto Finalizzato "Floricoltura" del
MAF-MiPAF;
-
Progetto "Nuove Piante ornamentali
mediterranee allogene", dell'ARSIA della Regione Toscana
E' stato, oppure è,
Cordinatore-responsabile scientifico di:
-
Tematica 1.3.5. con 8 Unità Operative del
Progetto Finalizzato IPRA del CNR;
-
Sottoprogetto "Piante da fronda recisa e da
vaso" con 12 unità Operative del Progetto Finalizzato
"Floricoltura" del MAF-MiPAF;
-
Sottoprogetto "Innovazioni di
Prodotto" con 17 unità Operative del Progetto "Miglioramento della
Produzione Floricola" del MAF-MiPAF;
-
Progetto "Fronde recise", che
comprende 16 Unità Operative, dell'ARSIA della Regione Toscana;
-
Progetto "Nuove Piante ornamentali
mediterranee allogene", dell'ARSIA della Regione Toscana.
E' stato invited speaker e chairperson in
numerosi Convegni e Congressi nazionali ed internazionali. Ha tenuto lezioni e
seminari a divulgatori e tecnici in numerose Regioni italiane su argomenti
diversi concernenti la colture protette, la floricoltura e le piante
ornamentali. Ha collaborato con il FORMEZ alla progettazione e realizzazione di
corsi di formazione sulle colture protette e sulla floricoltura.
Ha svolto numerose revisioni di Progetti
di ricerca per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Ministero
dell'Agricoltura e delle Foreste, del Ministero dell'Università e della Ricerca
- Progetti COFIN e Progetti speciali FIRB - del Comitato Scientifico Italiano
per la Ricerca in Antartico (CSNA), della Regione Toscana, Campania, Liguria,
Lazio.
Ha svolto una attività di revisione
scientifica sistematica ed occasionale di lavori inviati per la pubblicazione
alla Rivista di Agronomia, Advances in Horticulture, Agricoltura Mediterranea,
Agrochimica, Flortecnica ed altre.
Rapporti con
altre Istituzioni italiane e straniere
Ha sempre coltivato i rapporti di
collaborazione con le Istituzioni scientifiche italiane e straniere. Una
stretta e costante collaborazione è stata mantenuta con la Facoltà di Agraria
dell'Università di Pisa ed in particolare con la Sezione di Orticoltura e
Floricoltura del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie, sia in fatto di
didattica che, soprattutto, di ricerca. Questa collaborazione, di fatto più che
trentennale, si è ulteriormente rafforzata nel tempo e si è accompagnata a
quella con altre istituzioni universitarie e di ricerca. In particolare con i
corrispondenti colleghi delle Facoltà di Agraria di Torino, Firenze, Pisa,
Viterbo, Napoli, Potenza nonché dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura
del MiPAF.
Quanto alle Istituzioni straniere,
collaborazioni particolarmente significative sono state intrattenute gruppi di
assoluto prestigio come quelli del Department of Environmental Horticulture
dell'Università di California - Prof. Michael Reid e collaboratori - e con in
Department of Horticuture dell'Università di Wageningen - Prof. Hugo Challa e
collaboratori - attualmente ripartito nell'Horticultural Quality Chain Group e
nel Gruppo di Horticultural Farm Technology, naturalmente della stessa
Università.
E' stato parte attiva nell'organizzazione
di numerosi convegni e incontri a carattere nazionale ed internazionale ed, in
particolare, è stato anche co-editor dei Proceedings di tre Simposi
internazionali dell'International Society of Horticultural Science:
-
International Symposium on Biological aspects of
energy saving in protected cultivation, 1987, Acta Horticulturae 229 (con F.
Tognoni);
-
International Symposium on Protected
Cultivation, 1992, Acta Horticulturae 303 (con F. Tognoni e A. Monteiro);
-
International Symposium on New Cultivation
Systems in Greenhouse, 1994, Acta Horticulturae 361 (con F. Tognoni e S.
Leoni).
All'interno della Scuola ha organizzato
numerose iniziative fra le quali spiccano, in preparazione del Master, una
serie di Seminari su Scienza, Tecnologia e Ambiente nell'ambito dei quali
spicca il Convegno dell'ottobre del 1994 su AGRICOLTURA E AMBIENTE che ha avuto
una notevole risonanza. Si è fatto inoltre promotore di due incontri con tutti
i colleghi del raggruppamento disciplinare per integrare, potenziare ed
uniformare il suo ruolo nella didattica e nella ricerca. Nello scorso anno ha
organizzato il Convegno internazionale su "Tecniche postraccolta dei
prodotti ortoflorofrutticoli" che ha visto una nutrita partecipazione e di
cui sono stati già pubblicati gli Atti per i quali è editore e tra i revisori.
Ha partecipato a numerosi incontri e
soggiorni di studio in diversi Paesi ed in particolare in Francia negli
Istituti dell'Institut National de la Rèchèrche Agronomique di Montfavet
(Station d'Amèlioration des Plantes Maraîschères), Saint-Paul, Antibes, Frejus,
Alenya, Angérs e nelle Scuole superiori di Versailles e di Angers; nella
Stazione Sperimentale di Littlehampton ed all'Istituto An Foras Taluntais di
Dublino, in Gran Bretagna; in Spagna a Gran Canaria, Tenerife, Cabrils; in
Belgio alle università ed agli istituti di Gembloux, Gand, Louvaine, Melle; in
Olanda nell'Università di Wageningen e negli istituti di Aalsmeer, Naaldwijk,
Booskop; in Germania nell'Università di Monaco e di Amburgo; in Israele nella
Hebrew University, a Rehovot; in Tunisia nell'Institut National de la Rèchèrche
Agronomique Tunisiènne ed a molti altri in occasione soprattutto di eventi
congressuali.
Attività
didattica
L'attività didattica interna è
caratterizzata dal fatto che le peculiarietà della Scuola Sant'Anna - numero
limitato di studenti per ogni corso ed elevata qualità degli stessi in termini
di preparazione e motivazioni - consentono l'utlizzazione di metodi didattici
non tradizionali. Pertanto, pur rimanendo nell'ambito delle discipline del
settore AGR/04 - Orticoltura e Floricoltura - la didattica viene offerta ad
ampio raggio con moduli didattici, seminari - attivi e passivi; scientifici e
metodologici - casi-studio con approcci interdisciplinari o transdisciplinari
ed altri strumenti integrativi e/o di approfondimento rispetto ai metodi ed ai
contenuti propri della didattica tradizionale, vengono adoperati correntemente.
Una continua opera di tutoraggio individuale assicura allo studente, ordinario
e perfezionando, una formazione anche che va oltre la conoscenza dello scenario
scientifico e tecnologico nel quale si muove o si muoverà. Particolarmente
intenso risulta l'impegno nel tutoring
degli Allievi post lauream, che
seguono cioè i corsi di Perfezionamento, sia come didattica sia come supporto
all'attività di ricerca. La partecipazione attiva degli Allievi, ordinari e
perfezionandi, a Seminari monotematici, metodologici e scientifici, ma
soprattutto la presentazione diretta dei seminari contribuiscono a formare
delle capacità di comunicazione che arricchiscono ed affinano notevolmente le
capacità dello studente ad esprimersi sia in un contesto scientifico che
professionale. In questi ultimi anni il "menù" di corsi-moduli
offerti agli studenti che hanno scelto in base ai loro interessi specifici sono
stati i seguenti:
-
Produzione della rosa per fiore reciso: analisi
del sistema e generalizzabilità dei modelli;
-
Programmazione e gestione della produzione di
piante in vaso da interno;
-
L'innovazione e le innovazioni
nell'ortoflorovivaismo;
-
Strategie per salvaguardare l’ambiente e la
qualità dei prodotti eduli delle colture protette;
-
Fisiologia e Tecnologia post-raccolta di fiori e
piante ornamentale;
-
Colture in vitro per la produzione di metaboliti
secondari;
-
I sistemi di coltivazione chiusi o virtualmente
chiusi;
-
Micropropagazione delle piante ornamentali: basi
scientifiche e tecnologia;
-
Elementi di paesaggistica e progettazione dei
giardini;
-
I sistemi "serra": automazione,
gestione, coltivazione e ambiente.
Queste attività sono state integrate con
il contributo di studiosi italiani e stranieri di fama conclamata ciò che ha
consentito agli allievi un arricchimento di grande rilievo. Fra questi docenti,
per ricordare soltanto quelli più noti, non si possono non ricordare:
-
Abraham Halevy, del Department of
Horticulture della Hebrew University of Jerusalem (Rehovot) che ha tenuto un
corso sulla fisiologia della fioritura;
-
Pierre Debergh, del Department of Plant
Production dell'Università di Gand, uno sulla propagazione in vitro delle piante da fiore ed ornamentali;
-
Henry Vidalie, Ecole national d'Ingénieurs
des Techniques et d'Horticulture et du Paysage d'Angers, sulle problematiche
della floricoltura;
-
Michael Reid, Department of
Environmental Horticulture of the University of California Davis, sulla
fisiologia e tecnologia postraccolta delle piante ornamentali;
-
Bruce MacKay, Massey University,
College of Sciences, Palmerston North, New Zealand, sui nuovi metodi di
insegnamento in orticoltura;
-
Hugo Challa,
Horticultural Farm Technology, Department of Agrotechnology and Food Sciences
at Wageningen University, sulla serra del futuro: strategie di implementazione
delle componenti biologiche, ambientali e manageriali.
Con questi studiosi e con i loro
Laboratori sono stati mantenuti rapporti scientifici che hanno portato studenti
dei corsi ordinari e post lauream a
svolgervi una qualificata attività di ricerca, di grande profitto per il loro
curriculum.
-
Oltre all'attività didattica di istituto ha
svolto una serie di supplenze ed incarichi di insegnamento in diverse
Università:
-
Negli anni accademici 1987-88 e 1988-89 ha
tenuto il corso di Orticoltura (annuale) presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa;
-
Negli anni accademici 1989-90 e 1990-91 ha
tenuto il corso di Colture Protette (annuale) presso la Facoltà di Agraria
dell'Università della Tuscia;
-
Negli anni accademici 1993-94, 1994-95, 1995-96,
1996-97 ha svolto il corso di Orticoltura e Floricoltura e successivamente
quello di "Qualità dei prodotti ortofloricoli" nel Corso di DU in
Produzioni Vegetali, già Scuola Diretta a fini Speciali, dell'Università di
Firenze;
-
Dall'Anno accademico 1993-94 svolge il Corso di
Micropropagazione nella Scuola di Specializzazione in Biotecnologie Vegetali ad
indirizzo Agrario dell'Università di Pisa.
-
Nell'ambito del Progetto Comett "CFUI Tec
Train" ha tenuto un corso su "Il microclima delle serre: implicazioni
biologiche, tecnologiche e gestionali" nel novembre del 1993 presso la
Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli Federico II e presso la Facoltà di
Agraria dell'Università della Basilicata.
Attività scientifica
L'attività scientifica è parzialmente
documentata nelle pubblicazioni allegate ed è riassunta, sommariamente, nelle
considerazioni che seguono raggruppate secondo le tematiche e le linee di
ricerca prevalenti. In questa presentazione si è preferito, piuttosto che
riportare una sequenza di riassunti comunque non esaustivi e forse dispersivi,
dare una motivazione ed una coerenza alle attività svolte rimandando ai singoli
lavori per il dettaglio sia dei risultati che delle metodologie. Non viene
documentata invece la collaborazione alla stesura della voce
"Orchidee" ed altre voci minori per il Manuale dell'Agronomo
pubblicato dalla REDA e quella prestata per il Dizionario Eciclopedico di
Agricoltura edito dalla SAIE di Torino in cui oltre alla voce firmata rosa, ha
predisposto un altro centinaio di voci non firmate. Queste voci non sono state
considerate nell'elenco allegato. Egli ha scritto inolte un libro, la
Dieffenbachia, ed alcuni capitoli di altri libri:
-
Capitolo 5 "L'Anthurium" in Le piante
fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;
-
Capitolo 6 "La Begonia" in Le piante
fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;
-
Capitolo 8 "La Calceolaria" in Le
piante fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;
-
Capitolo 7 "Concimazione e
Irrigazione" in La Rosa, Edagricole, Bologna;
-
Capitolo "L'innovazione tecnologica in
agricoltura: comparto ortoflorovivaistico" Il Mulino, Bologna. (con F.
Tognoni)
-
Capitolo "Impiego dell'informatica nelle
colture protette" in: Alpi A. e Tognoni F., Coltivazione in serra,
Edagricole, Bologna
-
Capitolo "Le Piante" in Le fronde
recise edito da ACE international, Lecco (con F. Ferrini e G. Fancello)
-
Il libro "La dieffenbachia" edito da
ACE international, Lecco (con C. Carrai) (uscita 2002).
Alla fine della illustrazione delle linee
di ricerca viene riportato l'elenco delle pubblicazioni numerate secondo
l'ordine cronologico di pubblicazione.
Tematiche generali
(pubblicazioni
n. 1 - 2 - 4 - 6 - 20 - 23 - 37 - 38 - 45 - 48 - 53 - 65 - 72 - 77 - 82 - 94 -
96 - 102 - 107 -112 - 113 - 123 - 137 - 139 - 142 - 143 - 146 - 147)
Le modificazioni di
alcune proprietà fisiche delle argille dovute all'azione di un condizionatore
della struttura - L'aria nel terreno - La misura della velocità di diffusione
dell'aria nel terreno col microelettrodo di platino - La salinità dei terreni
delle colture protette - Disinfezione del terreno col vapore - Situazione e
prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in Sardegna - Possibilità
tecnologiche di inserimento delle piante ornamentali e da fiore reciso
nell'isola di S. Erasmo e nella penisola del Cavallino - Presentazione del
Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in vaso" - The greenhouse
in horticulture: The contribution of biological research - Present situation of
forcing culture for horticultural crops in Italy - Sottoprogetto piante da
fronda recisa e da vaso - Funzione e funzionalità dei substrati in contenitore
- Protected Cultivation - L'innovazione tecnologica in agricoltura: Comparto
ortoflorovivaistico - New Technologies for protected cultivation to face environmental
constraints and to meet consumer's requirements - Ricerca e innovazione per la
floricoltura italiana - Innovazione tecnologica e competitività - Figure
professionali per un florovivaismo competitivo - Strategies to match
greenhouses to crop production - Horticultural Research in Italy - Nuovi
Prodotti Floricoli: Strategie competitive, adattamento degli impianti e
sviluppo dei processi produttivi - Florovivaismo: Strategie e strumenti per
competere - Le piante mediterranee nel florovivaismo italiano: prospettive e
limiti - Lo stato della ricerca sulle fronde recise - Some Aspects of vegetable
industry in Italy - Difesa delle colture in floricoltura e florovivaismo:
Importanza, tendenze e peculiarietà del settore - La sfida competitiva:
innovazione, ricerca, formazione nel settore florovivaistico - Trends in
Process Technologies and Products
Risvolti
agronomici
Le
ricerche che afferiscono a queste tematiche prendono spunto dal lavoro iniziato
con la tesi di laurea - Le modificazioni di alcune proprietà fisiche delle
argille dovute all'azione di un condizionatore della struttura - e proseguono
nell'analisi di altri aspetti conoscitivi e metodologici - L'aria nel terreno;
La misura della velocità di diffusione dell'aria nel terreno col microelettrodo
di platino - della fisica del suolo che riveste un ruolo essenziale e complesso
nella capacità di ospitare le piante, in particolare allorché al terreno si
sostituisce un substrato artificiale organo-minerale (Funzione e funzionalità
dei substrati in contenitore). Altri due aspetti trattati nel passato rimangono
ancora di grande attualità in quanto interessano - La salinità dei terreni
delle colture protette; Disinfezione del terreno col vapore - da un lato gli
aspetti legati alla salinizzazione del terreno e quindi al corrispondente
rischio derivante dalla utilizzazione di acque saline e/o della salinizzazione
delle falde; dall'altro l'alternativa, tornata oggi di grande attualità in
considerazione dei vincoli immanenti sul bromuro di metile, rappresentata dal vapore
che, peraltro, se costituisce un beneficio dal punto di vista della
salvaguardia dell'ambiente, ha un costo energetico di non poco conto.
Articolazione
territoriale e prospettive di sviluppo
Le
colture protette hanno, in generale, dei luoghi elettivi su cui si sono
insediate storicamente ma nel dopoguerra sono sorti molti insediamenti nuovi -
Situazione e prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in Sardegna - ed
altri se ne prospettano in virtù di opportunità che via via emergono come la disponibilità
di combustibili a costi competitivi - Possibilità tecnologiche di inserimento
delle piante ornamentali e da fiore reciso nell'isola di S. Erasmo e nella
penisola del Cavallino - in virtù della metanizzazione di alcune aree. Queste
analisi consentono di valutare gli andamenti delle articolazioni produttive e
soprattutto le prospettive quanti-qualitative che si possono ipotizzare. In
termini più generali, la grande leva che sta condizionando insediamenti ed
articolazione produttiva è la globalizzazione delle produzioni e dei mercati
che genera una competitività davvero inusuale per il mondo agricolo ma ormai
abituale per le colture protette che dalle gestioni production oriented sono passate a quelle market oriented. In questo senso sono state esposte molte
considerazioni riguardanti sia le strategie di gestione delle serre in funzione
del tipo di coltivazione - Strategies to
match greenhouses to crop production - sia i problemi che derivano
dall'introduzione di nuovi prodotti in termini di di flessibilità e di
adattabilità degli impianti sia lo sviluppo di tecnologie produttive ex novo o
adattate. Competere è diventato un imperativo al quale è indispensabile
obbedire per non essere espulsi da un mercato sempre più aggressivo. Le analisi
effettuate hanno evidenziato i molti punti di debolezza che caratterizzano le
strutture ed il mix produttivo della floricoltura italiana ma i suoi
innumerevoli punti di forza. Un ruolo importante potrebbero avere invece piante
allogene di areali a clima mediterraneo, in particolare quelle del continente
australe. Qualche problema di prospettiva sembra incontrare l'orticoltura
protetta di fronte alla competizione con paesi con costi di produzione molto
contenuti.
La
ricerca e l'innovazione
Il
requisito fondamentale per resistere in un quadro competitivo come quello
attuale è certamente la capacità di sviluppare e introdurre innovazione, di
processo e di prodotto, alla base della quale sta evidentemente una attività
coerente di ricerca. Proprio le politiche di ricerca sono state oggetto di
analisi approfondite sia nel contesto italiano - Ricerca e innovazione per la
floricoltura italiana; New Technologies
for protected cultivation to face environmental constraints and to meet
consumer's requirements - che in quello europeo - Presentazione del
Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in vaso" - e mondiale - Horticultural Research in Italy - ed
indubbiamente, accanto agli indiscutibili punti di forza del nostro sistema di
ricerca, in queste indagini ed analisi sono emersi non pochi punti di
debolezza primo fra tutti la mancanza di
massa critica (in termini di strutture, personale, risorse finanziarie) delle
unità di ricerca. Una analisi di ampio respiro - The greenhouse in horticulture: The contribution of biological research
- ha messo in evidenza come le acquisizioni scientifiche di carattere biologico
vengano spesso recepite e valorizzate pressoché direttamente nelle tecnologie
produttive impiegate nelle colture protette che mostrano dei punti di contatto
diretti con i risultati della ricerca scientifica. Un quadro complessivo delle
innovazioni introdotte nel comparto ortofloricolo - L'innovazione tecnologica
in agricoltura: Comparto ortofloricolo - mette in evidenza come in questi
ultimi lustri tutto il settore abbia conosciuto un consistente rivolgimento
tecnologico che ha mantenuto l'Italia all'avanguardia tecnica ciò che non
significa necessariamente che sia anche competitiva; la frammentazione
quantitativa e qualitativa dell'offerta, i vincoli di diversa natura, il sistema
di distribuzione ed altre cause rappresentano ancora dei limiti consistenti. In
questo quadro non bisogna dimenticare l'autentico motore della ricerca prima e
dell'innovazione poi e cioé la formazione. Una analisi comparativa - Figure
professionali per un florovivaismo competitivo - mostra la difficoltà di
accoppiare la domanda all'offerta; la domanda infatti è sempre molto specifica
mentre l'offerta è quasi sempre molto generica e quasi sempre carente in certe
funzioni, oggi molto importanti, come le abilità linguistiche, di comunicazione
e manageriali. In certi segmenti produttivi, complessi ed articolati come è il
caso di quello delle fronde recise, la domanda di innovazione e quindi di
ricerca è fortissima ma, di fatto,
incolmabile.
Tecnologie e tecniche di coltivazione
(pubblicazioni n. 10 - 11 - 13 - 17 - 18 - 19 - 25 - 26 - 33 - 34 - 35 - 49 -
56 - 57 - 63 - 64 - 66 - 67 - 70 - 71 - 80 - 141 - 148 - 150 - 151 - 152)
Influenza
della densità e della disposizione delle piante sulla produzione di una cultivar
di garofano SIM - Influenza dell'epoca di trapianto sulla produzione di ibridi
e cultivar di pomodoro da mensa - La coltivazione normale e quella programmata
per vaso fiorito - Confronto tra 4 cultivar di crisantemo allevate a uno e due
steli fiorali - Effetti dell'epoca e della densità di trapianto sulla
produzione di garofani miniature - Coltivazione del pomodoro in serra ad
elevati investimenti unitari - Aspetti tecnici della coltivazione dello statice
- Rosa - Anthurium - Begonia - Calceolaria - Esperienze sulla coltivazione
senza suolo del pomodoro in serra - Priming and storage of celery (Apium
graveolens L.) seeds - Soilless culture: substrate cultivation experiments in
glasshouse in northern Italy - Programmazione della produzione di piante fiorite
annuali con semine cadenzate - Strategie di acquisizione del materiale di
propagazione delle piante ornamentali da interno - Tomato plants grown with NFT
in a mediterranean climate: growth, fruit yield, water usage and macronutrient
uptake in relation to growing season - Vivaismo in floricoltura: Piante
ornamentali da interno - La coltura del pomodoro in serra - La coltura in serra
della zucca da "zucchini" - Symposium on new cultivation systems in
greenhouse - . Growth, flower production and mineral nutrition in gerbera
(Gerbera jamesonii H. Bolus) plants grown in substrate culture with and without
nutrient silution recycling - Fronde Recise - Effect of cultivar, timing,
growth retardants, potting type on potted sunflower production - La Floricoltura
di Qualità e gli Apprestamenti Protetti - La Dieffenbachia
Questo argomento ha avuto, evidentemente,
un rilievo notevole non solo nell'attività di ricerca ma anche nella diffusione
ed aggiornamento delle conoscenze.
Monografie
In
questo ambito sono state predisposte una serie di monografie allo scopo di
riunire e/o di aggiornare le informazioni disponibili sulla base di esperienze
proprie e ricavate dalla letteratura. In qualche caso, pomodoro e zucchino, le
tecniche e le tecnologie descritte sono servite come base per l'impostazione di
una attività di lotta integrata nell'ambito del Progetto europeo ETIC. Le
monografie sulla coltivazione in vaso di Anthurium
scherzerianum Schott, Begonia spp. e Calceolaria herbeohybrida Voss. rappresentano uno strumento completo
ed aggiornato sulla biologia e sulle tecnologie produttive di queste piante e
riportano anche informazioni ricavate da risultati inediti. La scarsa
disponibilità di informazioni e la crescente diffusione che stanno conoscendo
le piante ornamentali da interno sono le motivazioni all'origine di queste
monografie che costituiscono, in particolare, uno strumento indispensabile per
la programmazione di queste produzioni. La coltivazione normale e programmata
del crisantemo in vaso introduce alla peculiarietà di questa specie cioè la sua
risposta, che si può definire rigida, al fotoperiodo; peculiarietà di cui si
indicano gli strumenti adatti per trarne profitto nella programmazione della
fioritura. Sempre per quanto riguarda la programmazione delle specie del genere
Limonium spp., la rispettiva
monografia oltre a riportare la tecnologia di produzione contiene anche i
risultati degli effetti dell'acido gibberellico sulla fioritura, o meglio sul bolting in quanto si tratta
esclusivamente di un effetto di allungamento dello stelo fiorale, e quindi un
ampliamento delle possibilità di programmare la produzione. Per quanto riguarda
la rosa si è cercato invece di fornire un quadro sufficientemente ampio ma
senza eccessivi dettagli incompatibili con la genericità dell'opera in cui è
stata inclusa. La Dieffenbachia è la pianta da fogliame più classica fra quelle
da interno e per questo motivo, ma anche per le conoscenze maturate
direttamente in una serie di ricerche, è stata pubblicata una monografia che
raccoglie i diversi aspetti di queste piante: biologici e colturali.
Propagazione
I
risultati di alcune ricerche sono stati riportati in pubblicazioni riferite ad
altre tematiche ritenute prevalenti come quelle dei fitoregolatori per cui qui
si riassumo quelle restanti. La propagazione rappresenta la prima, fondamentale
fase del processo produttivo e l'acquisizione del materiale iniziale
rappresenta un aspetto critico in termini di costo, di riflessi sulla
successiva crescita e sulla qualità del prodotto finito. Nel caso delle piante
ornamentali la strategia di acquisizione è cruciale in quanto si propongono
molte alternative: autoproduzione o acquisto; parco di piante madri o prelievo
da piante in produzione; semi, talee, piante micropropagate. Tra tutte queste
alternative vengono proposti i criteri di scelta. Il trattamento ai semi di
sedano per accelerarne la germinazione, priming,
si dimostra efficace ma la ricerca riportata mirava in particolare a valutare
la conservazione nel tempo di questo effetto ciò che ha trovato conferma.
Coltivazione
senza suolo
Le
coltivazioni senza suolo stanno conoscendo una diffusione sempre più ampia,
anche se non sufficientemente rapida a causa dei vincoli di carattere tecnico e
soprattutto economico ancora da superare. Ci sono però delle obiettive ragioni
immanenti - ritiro del bromuro di metile dal commercio, vincoli ambientali -
che fanno propendere per una diffusione, a nuove aree e specie, sempre più
larga. I lavori che vengono presentati riguardano prevalentemente il pomodoro,
che rappresenta ancora la specie-guida delle ortive in serra, per il quale sono
stati analizzati una serie di aspetti - produzione, consumi idrici,
assorbimento di elementi nutritivi - in funzione del calendario di
coltivazione. Le ricerche più puntuali, per ragioni pratiche, sono state
effettuate in NFT ma sono certamente trasferibili anche alle coltivazioni su
substrati inerti. I risultati sono assolutamente incoraggianti anche per
realizzare un incremento delle colture a ciclo chiuso. Gli altri lavori esposti
analizzano e sintetizzano questi concetti come si vede nel caso della gerbera
sulla quale viene fatto un confronto tra ciclo aperto e ciclo chiuso con
risultati incoraggianti a favore di quest'ultimo.
Tecniche
di impianto e di coltivazione
La
tematica si completa con una serie di lavori che interessano aspetti diversi
delle tecniche di coltivazione. Riportano in particolare i risultati degli
effetti della densità e della disposizione delle piante sul garofano americano
una pianta, per quanto miglioratain ambienti diversi da quello di origine,
schiettamente mediterranea per la quale l'intercettazione della luce è
fondamentale per la crescita anche per il grande vigore di questo gruppo di
garofani. Sempre sul garofano, ma questa volta su quelli miniature, sono state effettuate ricerche circa l'effetto
dell'epoca e della densità di impianto che hanno consentito di chiarire un
aspetto della coltivazione fondamentale per questi, allora nuovi, garofani e
cioé l'investimento ottimale in quanto non si poteva adottare quello dei
garofani standard molto più vigorosi. Sul crisantemo per fiore reciso è stata
invece realizzata una ricerca tendente a verificare la possibilità di allevare
due steli fiorali da una sola talea, con un risparmio quindi del 50% sul loro
costo. L'intuizione si è rivelata corretta in quanto il fatto di portare due
steli non ha compromesso la qualità dei fiori ma, evidentemente, si è
verificato un ritardo di produzione di circa 2 settimane per cui, di fatto, il
ciclo più lungo ed il costo della cimatura iniziale vanifica o quasi il
risparmio sull'acquisto delle talee.
Un
paio di ricerche sono state dedicate allo studio dell'effetto delle epoche di
impianto e delle densità, anche inusitate, del pomodoro in serra. Le prove
hanno messo in evidenza due aspetti: che con gli impianti molto anticipati si
realizza una precocità di produzione di entità modesta rispetto alla maggior
durata della coltivazione; che impianti ad alta densità ed allevamento ad un
grappolo fiorale consentono di non compromettere in maniera determinante la
quantità e la qualità della produzione mentre si realizza un eccellente
sincronismo della maturazione con conseguente possibilità di ridurre i costi di
raccolta in misura consistente soprattutto se si asporta l'intera pianta e si
porta in sala lavorazione per il distacco delle bacche, la cernita ed il
confezionamento.
Una
ricerca sulle semine cadenzate di piante fiorite annuali ha fornito uno
strumento affidabile per la programmazione della produzione per la maggior
parte delle specie che forniscono una risposta lineare mentre alcune, come
tagete e viola, hanno un comportamento anomalo. In ogni caso questa sembra la
strada più corretta per disporre di uno strumento attraverso il quale
realizzare una programmazione, indispensabile per questa tipologia produttiva,
sufficientemente affidabile. Una delle specie da fiore reciso che sta
incontrando maggiore successo è senza dubbio il girasole del quale sono state
costituite anche le prime cultivar da vaso
Nutrizione minerale (pubblicazioni n. 3 -
15 - 16 - 32 - 42 - 95 - 98 - 119 - 132 - 135)
Guida alla
concimazione dei terreni della Sardegna - Aspetti della nutrizione del
crisantemo - Concimazione della poinsettia con concimi a solubilità controllata
- Concimazione e irrigazione della rosa - Colture Protette: strategie di
concimazione - Aspetti fisiologici legati alla qualità dei frutti di melone
coltivato in idroponica - Modellizzazione dei consumi idrici di specie
ornamentali da esterno coltivate in contenitore - Water consumption and growth of
nine container-grown ornamental species - . Effetto del regime idrico sulla
crescita di arbusti ornamentali allevati in contenitore - The influence of
growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.)
grown in nutrient film technique in a Mediterranean climate
La gestione della nutrizione minerale e
dell'irrigazione è un argomento che per le sue implicazioni di carattere
ambientale è tornato di grande attualità: somministrare quantità sufficienti
per assicurare il raggiungimento di livelli produttivi quantitativamente e
qualitativamente soddisfacenti senza disperdere inquinanti nell'ambiente e
risparmiando una risorsa preziosa come l'acqua è diventata una condizione
condivisa ormai da tutti. Naturalmente per raggiungere questo obiettivo è
necessario conoscere tanto le esigenze della pianta quanto il contesto
pedoclimatico in cui si opera. Dopo una panoramica generale molto ampia sulla
concimazione, l'argomento viene affrontato in maniera più specifica su una
specie a ciclo estremamente rapido come il crisantemo del quale vengono
tracciate le curve di assorbimento che costituiscono una guida indispensabile
per ottimizzare le somministrazioni di fertilizzanti senza sovradosaggi
deleteri per le falde acquifere. A questa esigenza di controllare la
dispersione di elementi minerali nell'ambiente si è tentato di dare una
risposta con la proposizione di concimi a rilascio controllato che sono stati
immediatamente provati, con ottimi risultati, sulla poinsettia alla quale sono
stati somministrati in quantità che, con un fertilizzante tradizionale,
sarebbero state esiziali per la pianta ed avrebbero avuto effetti negativi per
l'ambiente. Concimazione ed irrigazione della rosa da fiore reciso sono state
oggetto di un'ampia disamina così come sono state individuate le strategie di
concimazione delle colture protette, soprattutto in relazione al controllo dei
rischi di perdite per lisciviazione. Concimazione e irrigazione rappresentano
un continuum con la qualità un
parametro di valutazione di rilievo assoluto in particolare nei prodotti
consumati tal quali, come nel caso del meloneche è stato studiato studiato in
maniera anche molto approfondita sotto questo aspetto grazie ai risultati
realizzati su frutti provenienti dalla coltivazione in sistemi chiusi per i
quali, l'accennata utilizzazione delle reti neurali artificiali (cfr.
Applicazioni di informatica) nella gestione delle soluzioni nutritive, potrebbe
rappresentare un sistema sofisticato ma allo stesso tempo efficace ed
efficiente per gestire la qualità.
Aspetti varietali (pubblicazioni n. 5 - 7
- 8 - 21 - 55 - 62 - 73 - 124)
Confronto tra cultivar
ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Comportamento biologico e
produttivo di cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra -
Confronto tra cultivar di garofano SIM trattate con brachizzanti - Problemi
varietali del garofano - Flower morphology and phenology of Ranunculus (R.
asiaticus L.) - Miglioramento genetico della Dieffenbachia. I Tecnica
d'incrocio - Miglioramento genetico della Dieffenbachia. II Programmazione
della fioritura mediante GA3 - Caratterizzazione citologica di
cultivar di Dieffenbachia
L'attività di ricerca documentata in
questo campo riguarda due aspetti distinti: valutazioni quanti-qualitative di
cultivar di pomodoro da mensa e di garofano americano per il quale ultimo
vengono anche passati in rassegna una serie di aspetti legati all'evoluzione
del patrimonio varietale ed ai principali caratteri di selezione; un lavoro
molto approfondito sulla biologia fiorale e relative tecniche di incrocio su Ranunculus spp. e su Dieffenbachia spp. Quest'ultima specie
presenta infatti una biologia fiorale molto particolare e comunque assai
diversa di quella delle Araceae
mediterranee e soltanto un'analisi puntuale ha consentito di cogliere una serie
di aspetti che si sono rivelati indispensabili per ottenere ibridazioni fertili
grazie anche alla parallela caratterizzazione citologica che ha facilitato la
scelta parentale, specifica e varietale, ed ha permesso di escludere dagli
incroci i poliploidi che costituiscono una tra le cause più comuni, anche se
non in assoluto, di insuccesso degli incroci.
Il ranuncolo ha una struttura fiorale
molto complessa che è stata studiata a fondo sia in termini di morfologia che
di biologia in maniera da fornire uno strumento utile per gli incroci in quanto
nella stessa infiorescenza si succedono fiori a diverso grado di maturazione e
per produrre un numero soddisfacente di semi è necessario conoscere lo stadio
al quale la maggior parte di essi è effettivamente recettivo.
Interazioni pianta-ambiente, ecofisiologia
(pubblicazioni n. 30 - 44 - 46 - 52 - 58 - 60 - 69 - 78 - 81 - 83 - 87 - 88 -
91 - 93 - 99 - 105 - 110 - 114 - 116 - 117 - 121 - 122 - 125 - 128 - 158)
Variazione del potenziale
rizogeno stagionale in Quercus suber e Juniperus spp. - Applicazioni degli
studi di bioritmica alle colture in ambiente protetto - Effetto delle
fluttuazioni giornaliere della temperatura sulla germinazione e sull'emergenza
del pomodoro - Effetto della temperatura sulla fioritura dell'Aphelandra
squarrosa Nees. "Dania" - Influence of sowing period on timing of
four bedding plants - Effetto di elevate temperature della zona radicale sulla
crescita di specie ortive - Interception of photosynthetically active
radiation, growth and production of bush bean (Phaseolus vulgaris L.) - -
Effetti di trattamenti termici su semi di Acacia - Height control of a bedding
plant (Salvia splendens F. Sellow) by copper sulphate filters - Changes in
abscisic acid and its glucose ester in Phaseolus vulgaris L. during chilling
and water stress - Light and temperature effects on net photosynthesis of three
mediterranean weeds - Esigenze termiche per la germinazione del seme di alcune
specie ornamentali - Leaf water relations and gas exchange in container-grown
plants of two genotypes of Nerium oleander L. as affected by water deficiency -
Growth response to different water regimes of container-grown woody ornamentals
- Effetti dello stress idrico sulle relazioni idriche e sugli scambi gassosi di
due genotipi di oleandro (Nerium oleander L. ) allevati in contenitore - Growth
response of Phaseolus vulgaris L. to high temperature and Hypoxia in the root
zone - Relazioni idriche di arbusti ornamentali in contenitore - Water relations
and osmotic adjustment in Apium graveolens during long-term NaCl stress and
subsequent relief - Container volume effects on morphology and physiology of
tomato seedlings - Effects of heat stress and hypoxya on growth, water
relations and ABA levels in bean (Phaseolus vulgaris L.) seedlings - Crescita
delle specie arbustive mediterranee in condizioni di stress idrico e salino -
Controllo dell'altezza mediante l'uso di filtri spettrali a base di soluzioni
di CuSO4 in Salvia splendens F. Sellow - . Container volume effects on
morphology and physiology of marigold seedlings - The influence of Temperature,
Photoperiod and Assimilate Supply on External and Internal Quality of Cut
Chrysanthemum - Risposta fisiologica di arbusti allevati in contenitore allo
stress idrico
L'interazione della pianta con
l'ambiente, inteso nel senso più ampio del termine, che la circonda ne detrmina
lo sviluppo e la crescita. Questo assunto ha fatto nascere addirittura una
disciplina specifica, l'ecofisiologia, che studia appunto le modificazioni
fisiologiche indotte dall'ambiente, importante in natura e fondamentale nella
coltivazione tanto da farne nascere addirittura un'altra e cioè la fisiologia
della produzione. Allo studio di questi aspetti sono state dedicate 25
pubblicazioni che si è cercato di raggruppare per maggiore chiarezza, a seconda
del parametro prevalente preso in considerazione, in cinque linee di ricerca.
Stagionalità
I
cicli biologici ed ontogenetici sono cadenzati dalla successione delle stagioni
o meglio dalla successione dei livelli dei parametri ambientali e queste
conoscenze hanno portato ad applicazioni anche molto sofisticate, in
particolare nelle colture protette in cui la regolazione del fotoperiodo e del
termoperiodo è diventata una pratica acquisita. I bioritmi stagionali assumono
un ruolo fondamentale nella programmazione della produzione come risulta
evidente per quanto riguarda la produzione di quattro specie di piante da
bordura seminate settimanalmente per riuscire a quantificare, fra gli altri,
due aspetti: il tempo più breve che intercorre tra semina e visibilità del
primo fiore e, più in generale, il tempo che la pianta impiega a fiorire a
seconda della settimana di semina. Nella pratica, il primo parametro definisce
il costo di produzione più basso, il secondo consente di programmare la
produzione per una determinata data. I risultati conseguiti danno una risposta
soddisfacente in questo senso.
La
stagionalità non incide soltanto sulla fioritura. Una ricerca ha quantificato
l'effetto della stagione sul potenziale rizogeno di due gruppi di piante - in
genere recalcitranti alla propagazione agamica come Quecus suber L., Juniperus
sabina L. e Juniperus oxycedrus L. -
che può essere amplificato con la somministrazione di auxine soltanto se esiste
naturalmente per cui diventa indispensabile conoscere la fenofase in cui questo
potenziale è espresso meglio per ottenere percentuali di radicazione
accettabili.
Temperatura
La
temperatura è certamente, ammesso di potere stabilire una graduatoria fra i
diversi parametri, il parametro che ha la maggiore incidenza sulla vita delle
piante. Questa è una delle ragioni per cui sono stati studiati gli effetti
delle fluttuazioni termiche giornaliere sulla germinazione e l'emergenza del
pomodoro simulando in laboratorio l'andamento della temperatura che si
verificherebbe in pieno campo nei periodi in cui si potrebbe effettuare la
semina diretta del pomodoro. I parametri di germinazione misurati hanno
dimostrato la notevole influenza di queste oscillazioni e soprattutto le differenze
rispetto all'unico, o doppio, livello giornaliero di temperatura impiegato
nelle prove di germinazione. Talvolta si realizzano, come avviene nella Aphelandra squarrosa Nees. "Dania", delle interazioni molto
complesse in cui gli effetti della temperatura sulla fioritura sono preminenti
ma possono essere amplificati o attenuati dalla intensità della luce e dal
fotoperiodo. Le alte temperature che si possono verificare a livello radicale,
in certe aree del nostro Paese e nelle colture senza suolo, esercitano un
effetto negativo diretto ma, più spesso, indiretto a causa dei fenomeni di
ipossia che si possono verificare in conseguenza di una consistente e rapida
diminuzione della quantità di ossigeno disciolto nelle soluzioni. Questi
effetti sono stati misurati su diverse specie ortive ed in particolare
dettaglio sul fagiolo in cui si verificano una serie di reazioni che si
manifestano con alterazioni degli scambi gassosi, dei livelli di di acido
abscissico ed in generale della crescita. Il fagiolo, per la sua diffusione e
per la sua sensibilità, è stato utilizzato come sistema modello ma, siccome la
sinergia alta temperatura radicale e conseguente ipossia è un fenomeno
generalizzabile ad altri sistemi è molto probabile che gli effetti negativi si
abbiano, seppure con diversa intensità a seconda della sensibilità specifica,
sulla maggior parte delle piante. L'azione esercitata dalla temperatura sulla
germinazione è ben nota così come quella sulla rimozione di certe forme di
dormienza; le ricerche sulle esigenze termiche di diverse specie ornamentali ed
i trattamenti effettuati sui semi di 6 specie di Acacia spp. confermano la loro efficacia ma mettono in evidenza una
variabilità specifica sia nella rimozione della dormienza che nei successivi
parametri di germinazione.
Luce
Assimilazione
e morfogenesi delle piante caratterizzano gli effetti della luce la cui
disponibilità condiziona anche pratiche agricole apparentemente banali come la
densità di impianto, la potatura e così via. La penetrazione della luce nella
struttura della vegetazione è stata studiata su un impianto a diverse densità
di fagiolo nano con misurazioni continue della PAR man mano che le piante
crescevano; a queste misure sono state accoppiate quelle di crescita e quelle
di produzione che hanno permesso di definire i limiti di densità oltre i quali
la penetrazione della frazione luminosa fotosinteticamente attiva è
insufficiente ad assicurare una crescita e, soprattutto, una produzione
soddisfacente. La luce può essere usata anche come strumento di morfogenesi
come è stato fatto con alcune ricerche su piante di Salvia splendens F. Sellow. che sono state poste sotto una
struttura di policarbonato alveolare i cui canalicoli sono stati riempiti di
una soluzione di solfato di rame. Questa tecnica serve, modificando lo spettro
solare, a sostituire la somministrazione di brachizzanti per contenere la
taglia delle piante. L'efficacia indiscutibile di questa tecnica viene però
vanificata, almeno in parte, dal fatto che la riduzione della taglia si accompagna
ad una generale riduzione della crescita.
Acqua
La
disponibilità di acqua di buona qualità diventa sempre più problematica e non
sono poche le ricerche tendenti a verificare da un lato la possibilità di
utilizzare acque anomale, segnatamente saline, e dall'altro di ridurne le
somministrazioni; in entrambi i casi si pongono le piante in condizioni di
stress idrico a cui reagiscono in misura e con modalità differenti. Condizioni
di stress idrico è molto facile che si realizzino in contenitore in cui è stato
verificato il comportamento di due cultivar di Nerium oleander L., una specie con grande flessibilità da questo
punto di vista (spontanea nei greti dei torrenti ma dotata di stomi criptici
capaci do opporre una grande resistenza alla traspirazione), su cui sono stati
misurati scambi gassosi e relazioni idriche in condizioni crescenti di stress.
Ebbene già tra le due cultivar sono emerse differenze consistenti. Del pari
largamente diversi sono apparsi i comportamenti di arbusti ornamentali di
origine mediterranea sottoposti a regimi idrici differenziati anche se tutti
hanno confermato la possibilità di crescere, senza decrementi consistenti, in
condizioni subottimali di irrigazione a conferma del fatto che entro certi
limiti, differenti da una specie all'altra, la pianta ha una propria capacità
di regolarsi e di osmoregolarsi senza deprimere in maniera sostanziale la
crescita. Questi risultati sulle specie mediterranee sono stati confermate in
altre prove in cui lo stress era di origine idrico-salino. Ricerche più fini
sullo stress salino sono state effettuate su piante di Apium graveolens L. trattate con soluzioni nutritive contenenti da
5 a 300 mM di NaCl. La conclusione è stata che il mantenimento di uno stato
idrico non limitante aumenta in misura consistente la capacità del sedano di
resistere a stress salini anche molto intensi.
Altri
aspetti
La
diffusione della coltivazione in contenitore, in particolare nelle fasi
giovanili di allevamento delle piante tanto da fiore quanto da orto, ed il
fatto che si tenda, per motivi economici, ad utilizzare contenitori di volume
sempre più piccolo porta le piante a manifestare rapidamente fenomeni di
nanismo noti anche come "effetto Bonsai" o di Root Restriction. Il comportamento di piantine di pomodoro e tagete
in contenitori a volumi crescenti ha portato a stabilire che questi fenomeni,
di fatto, si evidenziano in relazione al tempo o meglio alle dimensioni che
raggiungono: se vengono rinvasati in contenitori di volume man mano crescente
il fenomeno - riduzione di scambi gassosi, stress idrico, alterazioni
dell'architettura e della morfologia radicale - non si instaura. La restrizione
radicale può essere sempre evitata provvedendo a rinvasare progressivamente le
piante; bisogna valutare se è più conveniente di volta in volta utilizzare
contenitori più grandi o rinvasare più frequentemente.
Una
delle ricerche più recenti riguarda l'influenza della temperatura, del
fotoperiodo e della disponibilità di assimilati sulla qualità del fiore reciso
di crisantemo. Si tratta di una ricerca molto sofisticata che aveva lo scopo di
costruire un modello attraverso il quale potere prevedere la crescita
quanti-qualitativa del crisantemo per fiore reciso per ottenere una qualità
predeterminata. L'obiettivo si può affermare che sia stato raggiunto anche se
sono necessarie verifiche di campo in quanto le ricerche sono state condotte in
cella climatica utilizzando degli artifizi che non è semplice ricostruire su
scala commerciale. Prevedere emergenza e crescita delle infestanti è un obiettivo
fondamentale per poterle controllare senza costi eccessivi né somministrazioni
massicce di diserbanti. Temperatura e luce sono i fattori fondamentali che
regolano la diffusione di queste piante e, siccome per quanto riguarda la luce,
la copertura vegetale è determinante sono state eseguite delle prove che hanno
consentito, utilizzando delle reti ombreggianti per simulare la copertura
vegetale, la risposta di tre specie largamente diffuse e fra le più temibili -
due C3 Datura stramonium
L. e Xanthium strumarium L. ed una C4
Echinochloa crus-galli L. BEAV. - di
cui è stata misurata la capacità di assimilazione fotosintetica e la crescita,
ha messo in evidenza che una rapida copertura del terreno da parte delle
coltivazioni può controllare in maniera efficace la Echinochloa e,
probabilmente molte altre piante C4 mentre le due C3 non
ne risentono se non maniera marginale.
Bioregolatori e Fitoregolazione
(pubblicazioni n. 9 - 14 - 22 - 24 - 27 - 29 - 50 - 61 - 126 - 149)
Controllo dell'induzione
fiorale nel crisantemo mediante sostanze di crescita - Influenza di una
citochinina sulla produzione di talee di crisantemo - Effects of IAA, NAA and
GA on flowering response of chrysanthemum - Vivaismo e controllo della
rizogenesi - Effetto dei trattamenti chimici e osmotici sulla germinazione dei
semi di ciclamino - Effetto di una citochinina (PBA) sulla produzione e sulla
radicazione di talee di crisantemo e garofano - Trattamenti pregerminativi sui
semi di specie ortive - La conservazione di semi di specie ortive sottoposti a
trattamenti germinativi - Paclobutrazolo e pinolene contro lo stress idrico in
arbusti ornamentali - Growth control by mechanical stimuli in Salvia splendens
Sellow ex Schult.
La regolazione dell'architettura della
pianta, la sua morfogenesi ed in particolare la fioritura è un obiettivo
fondamentale nelle coltivazioni di piante a scopo ornamentale. Il controllo
della fioritura del crisantemo, una pianta a giorno corto per la quale è
necessario modificare il rapporto giorno-notte affinché cresca o fiorisca,
avviene attraverso l'illuminazione artificiale o l'uso di teli oscuranti con un
onere notevole. Per sostituire al controllo fisico quello chimico sono state
condotte alcune ricerche con regolatori di crescita (IAA, NAA, GA3)
che hanno mostrato una notevole efficacia anche se hanno prodotto dei fenomeni
secondari che non si è riusciti a contrastare se non in parte. Sempre su alcune
cultivar di crisantemo e garofano sono state condotte diverse ricerche volte da
un lato ad aumentare la produzione di talee nelle piante madri attraverso la
somministrazione di citochinine e dall'altro a verificare se gli effetti
residui delle citochinine influenzassero in maniera negativa la capacità
rizogena delle talee. I risultati delle ricerche hanno dimostrato ancora una
volta, in particolare nel crisantemo, l'efficacia delle citochinine nella
stimolazione della produzione di talee ma allo stesso tempo la difficoltà di
rimuovere, se non in parte, il loro effetto residuo antirizogeno. Si possono
includere in queta tematica anche i trattamenti volti ad accelerare e
sincronizzare la germinazione dei semi nel ciclamino ed in alcune specie
orticole per le quali, con l'affermarsi dell'attività vivaistica anche in
questo campo, questi parametri sono diventati estremamente importanti. Le
ricerche hanno esplorato tanto gli effetti delle due "famiglie" di
osmoregolanti, glicoli polietilenici e sali minerali a concentrazioni e tempi
di trattamento differenti, quanto la permanenza dell'effetto di priming e del sincronismo di emergenza
dopo la conservazione a secco dei semi trattati. In tutti i casi i risultati
sono stati positivi ed hanno evidenziato interessanti prospettive applicative.
Possono essere riportate a questa tematica anche le ricerche effettuate sul
contenimento della traspirazione di arbusti ornamentali con paclobutrazolo e
con pinolene - quest'ultimo, tuttavia, non può essere considerato un regolatore
di crescita in senso stretto ma più propriamente un antitraspirante fisico - al
fine di contenere gli effetti di stress idrici sulla crescita e sulle relazioni
idriche degli arbusti ornamentali. I trattamenti non hanno evidenziato una
efficacia sensibile mentre tutte le specie hanno accusato effetti negativi
dello stress idrico anche se Osmanthus
heterophyllus G. Don ed Euonymus
japonicum L. hanno mostrato di sopportare lo stress meglio di Viburnum tinus L. e Pittosporum tobira
Thumb. Le ricerche sulla Salvia splendens
Sellow ex Schult hanno confermato l'efficacia degli stimoli meccanici nel
controllo dell'architettura delle piante per cui si aprono prospettive concrete
per ridurre l'impego di agrochimici anche in questo campo di applicazione con
evidenti, anche se si tratta di quantità apparentemente trascurabili, benefici
per l'ambiente.
Colture in
vitro
(pubblicazioni n. 54 - 59 - 68 - 74 - 84 - 89 - 103 - 127 - 129 - 138)
In vitro growth pattern
of salt-stressed cells of lavandin -
Effects of ethylene on in vitro culture of tomato cotyledonary explants -
L'embriogenesi somatica e le sue potenzialità applicative - Involvement of
activated charcoal in the modulation of abiotic and biotic ethylene levels in
tissue cultures - Ethylene involvement in adventitious root formation in vitro
- In vitro morphogenesis in species with different chilling-sensitivity as
affected by modulation of endogenous ethylene levels - In vitro culture of
Ranunculus hybrids for evaluation of flowering potted plant longevity -
Influenza del microambiente sulla crescita e sullo sviluppo in vitro di specie
della flora mediterranea - Propagazione in vitro e studio del microambiente in
specie mediterranee
Le colture in vitro hanno recitato un ruolo di enorme rilievo in quest'ultimo
mezzo secolo ed, assieme a risultati diretti di grande significato quali la
micropropagazione di massa ed il risanamento di molte specie a propagazione
agamica, hanno fornito uno strumento essenziale per studi di fisiologia e
genetica ma, in generale, per lo sviluppo di tutte le biotecnologie. Una delle
tecnologie da cui si attendevano risultati particolarmente eclatanti, l'embriogenesi
somatica, per la propagazione di massa trova ancora dei limiti pressoché
invalicabili, soprattutto in termini di variabilità del materiale prodotto, che
non ne fanno presagire uno sviluppo a breve termine nonostante i primi
risultati si facciano risalire ad oltre 40 anni orsono. Dal punto di vista
metodologico l'ambiente isolato ed asettico consente di effettuare una serie di
ricerche come, per esempio, l'effetto dello stress salino su un sistema messo a
punto per il lavandino ed ancora l'effetto dell'etilene che si sviluppa
nell'ambiente confinato sui tessuti cotiledonari del pomodoro. Il carbone
attivo è un composto che si usa frequentemente per attenuare gli effetti di
eccessi di composti liquidi e gassosi nelle colture in vitro e ne è stata valutata l'efficacia sull'assorbimento
dell'etilene endogeno ed esogeno. Questo della formazione dell'etilene è un
problema molto sentito nelle colture in
vitro che può avere peraltro anche risvolti positivi per cui ne è stata
valutata l'efficacia nella formazione di radici avventizie e, più in generale,
questo ormone ha dimostrato di svolgere un ruolo di assoluto rilievo nella
morfogenesi in vitro di piante con diverso grado di sensibilità al freddo. I
sistemi in vitro possono essere
utilizzati anche per lo screening precoce della durata post-raccolta di piante
ornamentali da vaso come, per esempio, gli ibridi di Ranunculus spp. facilitando così il lavoro di miglioramento
genetico. Lo studio di questi aspetti più specificamente ormonali, non ha
portato a trascurare la micropropagazione di specie recalcitranti alla
propagazione agamica come la Matthiola
incana L. per la quale sono stati utilizzati espianti di "età"
diversa per valutarne la capacità rigenerativa; su specie della flora
mediterranea, che sta destando un interesse crescente sia per motivi di mera
conservazione di biodiversità sia di produzione commerciale, è stata valutata
l'influenza del microambiente confinato nella coltivazione in vitro. I vasi più "arieggiati" assicurano un ambiente
più favorevole alla crescita soprattutto del mirto e della fillirea.
Risparmio energetico (pubblicazioni n. 12 -
28 - 31 - 36 - 39 - 40 - 43 - 47 - 85)
Possibilità di
adattamento delle tecniche di coltivazione in serra alla nuova situazione
energetica - Il risparmio energetico attraverso l'impiego di adeguate tecniche
colturali - Il risparmio energetico in orticoltura e floricoltura - Serre e
tunnel: utilizzazione delle energie alternative, energia geotermica - -
Biological aspects of energy saving in protected cultivation - Effect of
prolonged day temperature in night-time and different levels of night
temperature on growth of Cordyline "Lord Robertson" - Effetti di
differenti livelli termici diurni, notturni e del substrato sulla crescita di
Dieffenbachia spp. e Codiaeum spp. - Effetti di regimi termici non tradizionali
sulla crescita della Dieffenbachia "Tropic White" - Innovation in
cultivation techniques of greenhouse ornamentals with particular regard to low
energy input and pollution reduction
Quella per l'energia è una sensibilità
che è sempre stata ben presente, sia per motivi economici che ambientali. Per
questa ragione, immediatamente dopo la crisi conseguente alla Guerra del Golfo,
è stata effettuata un'analisi approfondita delle possibilità di adattamento
delle colture protette alla nuova situazione energetica, tanto in termini di
risparmio assoluto quanto di una maggiore efficienza d'uso. A distanza di quasi
trent'anni questo problema rimane ancora di grande attualità anzi sembra
addirittura più drammatico. Questo interesse diffuso è stato confermato in
occasione delle comunicazioni presentate, come invited lectures, a due convegni internazionali in cui sono stati
analizzati, in uno, gli aspetti biologici coinvolti nel risparmio energetico
delle colture protette e nell'altro le innovazioni tecnologiche nelle piante
ornamentali capaci di contenere l'uso di energia. Non è stata trascurata
neanche la possibilità di impiego di energie alternative come, per esempio,
quella geotermica la quale tuttavia presenta due limiti pregiudiziali: la
maggior parte dei pozzi geotermici erogano acqua a bassa entalpia e quindi per
loro utilizzazione sono necessarie enormi superfici di scambio; il trasporto è
molto costoso e tecnicamente complesso. Vicinanza al pozzo geotermico ed elevata
entalpia sono requisiti individuati come pregiudiziali.
Sono state condotte delle ricerche molto
circonstaziate sulla possibilità di adottare regimi termici tali da consentire
di contenere l'impiego di combustibile su specie ornamentali particolarmente
esigenti in fatto di riscaldamento quali sono diverse cultivar di Cordyline spp., di Dieffenbachia spp. e di Codiaeum
spp. L'adozione di regimi termici anche molto diversi da quelli tradizionali,
come il prolungamento della temperatura diurna nella prima parte della notte e
l'abbassamento nella seconda parte, ha consentito di realizzare incrementi, o
comunque nessun decremento, quanti-qualitativi delle produzioni assolutamente
soddisfacenti. L'adozione di questi regimi sarebbe comunque circoscritta ad impianti
che disponessero di un sistema di regolazione della temperatura
sufficientemente sofisticato. In sintesi, questi lavori hanno dimostrato che è
possibile mettere in atto diversi accorgimenti che consentono di risparmiare
energia in quantità significative.
Applicazioni di informatica
(pubblicazioni n. 41 - 51 - 75 - 76 - 118)
Le colture protette e
l'informatica: problemi tecnologici, biologici e gestionali - Impiego
dell'informatica nelle colture protette - Colture Protette: Applicazioni
dell'informatica nei processi di produzione delle serre - Un computer spinge le
piante a crescere ed a moltiplicarsi - Using Artificial Neural Networks in
Horticulture: A control System for Mineral Supply in Closed-Loop Hydroponics
L'informatica è entrata in maniera veramente
massiccia anche nelle colture protette e non se ne può più sottovalutare
l'importanza tanto per quanto riguarda la gestione dell'ambiente di
coltivazione quanto il processo produttivo e la stessa impresa nella sua
interezza ed in tutta la sua complessità e molteplicità di funzioni, economiche
e tecnologiche. Tuttavia a fronte della potenza, precisione e rapidità
operativa di questi strumenti emergono molti problemi legati alla natura
biologica delle materie prime su cui si opera, alle tecnologie talora
addirittura "grossolane" di attuatori e sensori impiegati, alla
eterogeneità di esigenze di piante di specie anche molto diverse e che
attraversano fasi di produzione differenti, ospitate nello stesso ambiente di
coltivazione. Tutti questi aspetti sono stati oggetto, in più occasioni, di
analisi approfondite secondo ottiche differenziate ed è costantemente emerso
che il limite più significativo alla efficienza ed all'efficacia di software ed hardware deriva dalla difficoltà di interfacciare l'elemento elettronico
a quello meccanico ed entrambi a quello biologico. Una risposta a questa
esigenza potrebbe venire dalle Reti Neurali Artificiali - Artificial Neural Networks - che funzionano in maniera
"analoga" al cervello umano e che sembrerebbero dare risultati
attendibili nella gestione delle soluzioni nutritive minerali nei sistemi
chiusi. Quest'ultima ricerca ha visto coinvolte competenze molteplici che hanno
consentito un approccio alla ricerca nuovo e prospettato nuove strade da
percorrere. Questo, comunque, è soltanto un piccolo esempio circoscritto di
quanto il mondo dell'informatica può offrire all'agricoltura in genere ed alle
colture protette in particolare.
Fisiologia, Tecnologia post-raccolta, Qualità
(pubblicazioni n. 109 - 130 - 131 - 134 - 135 - 136 - 140 - 144 - 145 - 153 -
154 - 155 - 156 - 157 - 159 - 160 - 161)
Mantenimento
della qualità post-raccolta in piante di Ranunculus asiaticus L. - Valutazione
del comportamento postraccolta in fiori di Helianthus annuus L. - Alterazioni
fisiologiche durante la vita in vaso di fronde recise di Eucalyptus parvifolia
Cambage - La durata postraccolta di Eucalyptus parvifolia - The influence of
growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.)
grown in nutrient film technique in a Mediterranean climate - Produzione di
etilene e durata post-raccolta in fronde recise di Eucalyptus spp. - Consumo
idrico, contenuto in clorofilla e durata in vaso di fronde recise di Eucalyptus
parvifolia Cambage - Tecniche postraccolta dei prodotti ortoflorofrutticoli -
Effetto dell’ombreggiamento sulla qualità della fronda recisa Ruscus racemosus
L. - Preharvest and postharvest strategies for reducing nitrate content in
rocket (Eruca sativa L.) - Treatment with thidiazuron for preventing leaf
yellowing in cut tulips, solidaster and chrysanthemum - Effetto del Thidiazuron
sulla qualità e la durata postraccolta di fiori e fronde ornamentali -
Variazione del contenuto in ABA durante la senescenza dei petali di fiori
climaterici e non climaterici - Ruolo dell’etilene sulla longevità del
Ranunculus asiaticus L. - Studio della senescenza fogliare in fronde recise di
Eucalyptus spp. - Effects of cold storage on vase life of cut Eucalyptus
parvifolia Cambage - Effects of ethylene and cytokinins on vase life of cut
Eucalyptus parvifolia Cambage branches
La qualità sta diventando un requisito
sostanziale nella conquista, soprattutto la sua componente sensibile, e nel mantenimento, soprattutto la sua componente latente, di quote di mercato sempre più
difficili da sottrarre alla concorrenza. Questo è particolarmente vero per i
prodotti più deperibili per cui non poteva mancare una linea di ricerca in
questa direzione che ha interessato il mantenimento della qualità post-raccolta
nel Ranunculus asiaticus L. che viene
utilizzato in produzione come tale o come parentale nel lavoro di
miglioramento. Una specie specie da fiore reciso, oltre che da vaso, emergente
è da considerarsi il girasole di cui è stato studiato il comportamento
post-raccolta anche perché alcune cultivar commerciali di Helianthus annuus L., o di altre specie e cultivar, mostrano
qualche limite di durata. Studi molto approfonditi sono stati condotti su molte
fronde recise ed in particolare sull'Eucalyptus
parvifolia Cambage, una delle specie
da fronda più apprezzata, che mostra qualche problema di durata, specie in
certi periodi dell'anno. Nelle specie eduli, come è il caso del melone, la
qualità è un parametro fondamentale e può essere controllata - The influence of
growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.) grown in nutrient
film technique in a Mediterranean climate
- con una certa facilità modificando la composizione della soluzione
nutritiva in relazione ai parametri ambientali spontanei o indotti. Questa che
si può richiamare complessivamente alla qualità è una linea di ricerca che si
sta sviluppando in manira sempre più significativa, tanto per quanto riguarda i
prodotti ornamentali che quelli eduli.
Paesaggistica e Spazi verdi
(pubblicazioni n. 79 - 86 - 90 - 92 - 100 - 101 - 104 - 106 - 108 - 111 - 120 -
133)
La pianta nel giardino:
Aspetti agroecologici nella scelta della specie vegetale - Recupero a verde
pubblico di un giardino storico - Proposta di rimboschimento paesaggistico
della tenuta di Tombolo - Primi appunti per una storia della flora ornamentale
nei parchi e giardini storici della Toscana: il caso della Lucchesìa - Sulla
flora ornamentale nei giardini toscani fra XVIII e XIX secolo: riflessioni
sulle metodologie di indagine - Vegetation Units: A landscape approach for
reafforestation of Protected Areas - Forme e immagini del giardino storico tra
estetica e tecnica: i colori della vegetazione - Fiori e piante ornamentali
edibili - Modificazione della crescita in specie arbustive mediterranee -
Risultati e strategie di sviluppo delle ricerche del progetto coordinato sugli
arbusti ornamentali (ARBORN) - Le antiche descrizioni del paesaggio come
elementi per una corretta lettura dell’ambiente naturale ed antropico -
Wildflowers e continuità paesaggistica
Quella del "verde" è una linea
attivata sette anni orsono allo scopo di approfondire e valorizzare, in un
contesto che ha sempre visto dominare l'estetica sulla funzionalità, le figure
e le competenze bioagronomiche. Sono stati sottolineati a questo scopo gli aspetti
agroecologici che incidono profondamente sul divenire della vegetazione del
giardino. I colori della vegetazione non sono delle manifestazioni casuali ma
sono determinati da eventi fenologici prevedibili conoscendo le piante, i loro
cicli biologici, la loro ontogenesi. Questo ruolo è ancora più importante nel
recupero della vegetazione - in parchi, giardini pubblici e privati - allorché
è indispensabile discriminare tra stratificazioni storiche di rifacimenti non
sempre accettabili, curare o eliminare soggetti in cattivo stato di
conservazione e così via. Saper leggere il paesaggio diventa una fase
importantissima che può essere effettuata attraverso la ricostruzione della
storia della flora come è stato fatto per la Lucchesia, un'area quantomai ricca
di giardini storici di enorme importanza e per i quali, generalmente, è
disponibile sufficiente documentazione. In questo caso specifico si può
ricorrere anche alle descrizioni degli antichi viaggiatori che documentavano
anche con disegni i loro scritti. E' necessario, in ogni caso, individuare
delle metodologie di indagine corrette come si è adombrato a proposito della
flora del XVIII e del XIX secolo. Le conoscenze acquisite, documentalmente o
sperimentalmente, vengono utilizzate poi per stendere il progetto di recupero
paesaggistico come è stato fatto per Tombolo e per Villa Mimbelli, una villa
privata prima e pubblica poi. Questa della sperimentazione è una limitazione
notevole in quanto presuppone, nella maggior parte dei casi, tempi molto lunghi
spesso incompatibili con l'urgenza degli interventi e con le risorse
disponibili.
In questo contesto sono stati studiati ed
esposti due aspetti particolari che possono rappresentare un interesse non
secondario, in particolare il secondo. Il primo riguarda la rinaturalizzazione
dei giardini privati da sottrarre ai classici "prati all'inglese" per
destinarli ad ospitare piante autoctone, erbacee e/o arbustive, che accanto ad
un grande valore estetico e ad una limitata manutenzione uniscano il fatto di
produrre organi (fiori, foglie, frutti, radici) edibili. La seconda proposta
presenta un respiro più ampio e consiste nel promuovere l'utilizzazione delle
flora spontanea, in particolare di quella erbacea, nel recupero di zone
compromesse e più in generale, per esempio, nell'abbellimento delle aree di
sosta delle strade ed autostrade. Questo approccio, noto come programma Wildflowers, sta conoscendo una grande
fortuna in molti Paesi e segnatamente negli Stati Uniti in cui una quota dei
costi degli appalti stradali e della manutenzione viene destinata
obbligatoriamente a questo impiego. Si tratta di un approccio importante che a
parte l'estetica può rappresentare uno strumento valido sia a fini educativi
che di conservazione della flora e la difesa dall'erosione biologica, e non
solo.
Elenco delle
Pubblicazioni
1.
SERRA G., 1964 - Le modificazioni di alcune
proprietà fisiche delle argille dovute all'azione di un condizionatore della
struttura. Fondazione Marchi, Ed. STIAV, Firenze
2.
SERRA G., 1965 - L'aria nel terreno - Ed. STEF,
Cagliari
3.
SERRA G., 1967 - Guida alla concimazione dei
terreni della Sardegna - Edagricole, Bologna
4.
SERRA G., 1970 - La misura della velocità di
diffusione dell'aria nel terreno col microelettrodo di platino - Tip. STEF,
Cagliari
5.
SERRA G., 1970 - Confronto tra cultivar ed
ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Ed. STEF, Cagliari
6.
SERRA G., 1970 - La salinità dei terreni delle
colture protette - Ed. STEF, Cagliari
7.
SERRA G., 1971 - Comportamento biologico e
produttivo di cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Atti
del I Convegno Naz. sulla Tecnica delle Coltivazioni Ortive in serra, Ragusa
8.
SERRA G., 1972 - Confronto tra cultivar di
garofano SIM trattate con brachizzanti - Rivista della Ortoflorofrutticoltura
Italiana, 5-6, 554-474
9.
SERRA G., 1972 - Controllo dell'induzione
fiorale nel crisantemo mediante sostanze di crescita - Rivista della
Ortoflorofrutticoltura Italiana, 5-6, 467-474
10. SERRA G.,
1973 - Influenza della densità e della disposizione delle piante sulla
produzione di una cultivar di garofano SIM - Centro reg. agr. sperim., 41
11. DEIDDA M. e
SERRA G., 1973 - Influenza dell'epoca di trapianto sulla produzione di ibridi e
cultivar di pomodoro da mensa - Centro reg. agr. sperim., 42
12. SERRA G.,
1974 - Possibilità di adattamento delle tecniche di coltivazione in serra alla
nuova situazione energetica - Incontro su "Le colture protette
nell'attuale situazione energetica", Cagliari 11 ottobre
13. SERRA G.,
1974 - La coltivazione normale e quella programmata per vaso fiorito - Giornata
su "La coltura del crisantemo", Sarzana 24 ottobre
14. SERRA G.,
1975 - Influenza di una citochinina sulla produzione di talee di crisantemo -
Colture Protette III, 19-22
15. SERRA G.,
LEONI S. e CARLETTI M.G., 1975 - Aspetti della nutrizione del crisantemo - Centro
reg. agr. sperim., 49
16. SERRA G. e
CARLETTI M.G., 1975 - Concimazione della poinsettia con concimi a solubilità
controllata - Centro reg. agr. sperim., 50
17. SERRA G. e
LEONI S., 1975 - Confronto tra 4 cultivar di crisantemo allevate a uno e due
steli fiorali - Centro reg. agr. sperim., 51
18. SERRA G.,
1975 - Effetti dell'epoca e della densità di trapianto sulla produzione di
garofani miniature - Centro reg. agr. sperim., 52
19. DEIDDA M.,
SERRA G. e LEONI S., 1976 - Coltivazione del pomodoro in serra ad elevati investimenti
unitari - Colture Protette 3, 31-35
20. SERRA G. e
LEONI S., 1977 - Disinfezione del terreno col vapore - Colture Protette 5,
35-41
21. SERRA G.,
1977 - Problemi varietali del garofano - Colture Protette IV, 5:35-38
22. SERRA G. e
CARLETTI M.G., 1977 - Effects of IAA, NAA and GA on flowering response of
chrysanthemum - Acta Horticulturae 68:159-165
23. SERRA G.,
1978 - Situazione e prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in
Sardegna - Atti delle Giornate Ortofloricole, Cagliari 21-22 settembre
24. SERRA G.,
1978 - Vivaismo e controllo della rizogenesi - L'Informatore Agrario, 2747-2750
25. SERRA G.,
1979 - Aspetti tecnici della coltivazione dello statice - Colture Protette,
III, 43-46
26. SERRA G.,
1981 - Rosa - Dizionario Enciclopedico di Agricoltura, 1461-1467, Ed. SAIE,
Torino
27. SERRA G.,
1981 - Effetto dei trattamenti chimici e osmotici sulla germinazione dei semi
di ciclamino - Atti delle Giornate Floricole su "Il ciclamino da vaso
fiorito", Genova 25 aprile
28. SERRA G.,
1981 - Il risparmio energetico attraverso l'impiego di adeguate tecniche
colturali - Atti del I Convegno "Floricoltura e Risparmio
energetico", Bordighera, 10-11 ottobre
29. SERRA G. e
CARLETTI, M.G., 1981 - Effetto di una citochinina (PBA) sulla produzione e
sulla radicazione di talee di crisantemo e garofano - Atti del Congresso
"Fitoregolatori e fitofarmaci", Firenze 26-27 novembre
30. SERRA G. e
LEONI S., 1981 - Variazione del potenziale rizogeno stagionale in Quercus suber
e Juniperus spp. - Atti del Congresso "Fitoregolatori e fitofarmaci",
Firenze 26-27 novembre
31. SERRA G.,
1981 - Il risparmio energetico in orticoltura e floricoltura - Notiziario di
Ortoflorofrutticoltura, 25-28
32. SERRA G.,
1982 - Concimazione e irrigazione in "La rosa: Tecniche di produzione del
fiore reciso", 61-79, Edagricole, Bologna
33. SERRA G.,
1985 - Anthurium in "Le piante in vaso", 41-44, Edagricole, Bologna
34. SERRA G.,
1985 - Begonia in "Le piante in vaso", 45-54, Edagricole, Bologna
35. SERRA G.,
1985 - Calceolaria in "Le piante in vaso", 69-72, Edagricole, Bologna
36. SERRA G.,
1985. Serre e tunnel: utilizzazione delle energie alternative, energia
geotermica - L'Italia agricola, 122, 1:155-163
37. SERRA G.,
1986 - Possibilità tecnologiche di inserimento delle piante ornamentali e da
fiore reciso nell'isola di S. Erasmo e nella penisola del Cavallino - Atti del
Convegno "Il metano nelle serre", Venezia, 27 giugno
38. SERRA G.,
1986 - Presentazione del Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in
vaso" - Atti della Giornata su "Ricerca scientifica nella
floricoltura europea", Genova.
39. TOGNONI F.
and SERRA G., 1987 - Biological aspects of energy saving in protected
cultivation - Acta Horticulturae 229: 17-20
40. SERRA G. and
CARRAI C., 1987 - Effect of prolonged day
temperature in night-time and different levels of night temperature on growth
of Cordyline "Lord
Robertson" - Acta Horticulturae 229: 393-398
41. SERRA G., 1988 - Le colture protette e l'informatica: problemi tecnologici, biologici e
gestionali - Atti del Convegno "Informatica e agricoltura", pag.
9-30, Firenze 2/3 giugno, Accademia dei Georgofili
42. SERRA G.,
1988 - Colture Protette: strategie di
concimazione - Agricoltura Liguria 6, 6:9-16
43. SERRA G.,
1988 - Effetti di differenti livelli
termici diurni, notturni e del substrato sulla crescita di Dieffenbachia spp. e
Codiaeum spp. - Inform. Bot. Ital., 20 (2-3): 832-839
44. SERRA G.,
1988 - Applicazioni degli studi di
bioritmica alle colture in ambiente protetto - Inform. Bot. Ital., 20
(2-3): 754-766
45. TOGNONI F.
and SERRA G., 1989 - The greenhouse in
horticulture: The contribution of biological research - Acta Horticulturae
245: 46-52
46. SERRA G. e
NUVOLI S., 1989 - Effetto delle
fluttuazioni giornaliere della temperatura sulla germinazione e sull'emergenza
del pomodoro - Atti del Convegno "Agrometeorologia, Agricoltura e
Ambiente", 723-733, Firenze 21-22
novembre
47. SERRA G. e
CARRAI C., 1989 - Effetti di regimi
termici non tradizionali sulla crescita della Dieffenbachia "Tropic
White" - Colture Protette 2: 85-88
48. VITAGLIANO C.
and SERRA G., 1990 - Present situation of
forcing culture for horticultural
crops in Italy - Proc. of Int. Symp. on "Off-season production of
horticultural crops" 41:139-147
49. PARDOSSI A.,
TOGNONI F. e SERRA G., 1989 - Esperienze
sulla coltivazione senza suolo del
pomodoro in serra - Colture Protette 5: 81-84
50. Nuvoli S.,
Giulianini D., Pardossi A., Serra G., Tognoni F., 1989. Trattamenti
pregerminativi sui semi di specie ortive. Atti 1° Convegno Nazionale sul
Vivaismo Orticolo, 409-421
51. SERRA G.,
1990 - Impiego dell'informatica nelle
colture protette - in: Alpi A. e Tognoni F., Coltivazione in serra (313-323),
Edagricole, Bologna
52. SERRA G.,
1990 - Effetto della temperatura sulla
fioritura dell'Aphelandra squarrosa Nees. "Dania" - Atti del
Convegno Nazionale "Miglioramento della produzione floricola", ISMEA,
163-164
53. SERRA G.,
1990 - Sottoprogetto piante da fronda
recisa e da vaso - Atti del Convegno Nazionale "Miglioramento della
produzione floricola", ISMEA, 153-162
54. MENSUALI A.,
SERRA G., VITAGLIANO C. and BLANDO F., 1990 - In vitro growth pattern of salt-stressed cells of lavandin - Acta Horticulturae 280: 459-462
55. MENSUALI A.,
NUVOLI S., DI TOLA L., SERRA G. and TOGNONI F., 1990 - Flower morphology and phenology of Ranunculus (R. asiaticus L.) -
Proc. of XXIII Congress ISHS, 3155
56. NUVOLI S.,
SERRA G. and TOGNONI F., 1990 - Priming
and storage of celery (Apium graveolens L.) seeds - Proc. of XXIII Congress
ISHS, 3156
57. CASAROTTI D.,
MARTIGNON G., ROTINO G.L., SCHIAVI M., PARDOSSI A., SERRA G. and TOGNONI F.,
1990 - Soilless culture: substrate
cultivation experiments in glasshouse in northern Italy - Proc. of XXIII
Congress ISHS, 3181
58. SERRA G.,
BIGONGIARI G., D'AGLIANO G. and TOGNONI F., 1990 - Influence of sowing period on timing of four bedding plants - Proc.
of Congress ISHS, 4066
59. MENSUALI-SODI
A., TOGNONI F. and SERRA G., 1990 - Effects
of ethylene on in vitro culture of tomato cotyledonary explants - Proc.
Int. Congress on Plant Tissue and Cell Culture, B5-32
60. MENSUALI-SODI
A., PARDOSSI A., SERRA G.,TOGNONI F., 1990 - Effetto di elevate temperature
della zona radicale sulla crescita di specie ortive - Atti del Convegno
"Stress ambientali nei vegetali", 270-274
61. NUVOLI S.,
SERRA G. e TOGNONI F., 1991- La conservazione di semi di specie ortive
sottoposti a trattamenti germinativi - Atti del II Convegno Nazionale sul
Vivaismo Orticolo, 185-191
62. FIORAVANTI
L., CARRAI C., TOMASSINI C., SERRA G. e SORESSI G.P., 1991 - Miglioramento
genetico della Dieffenbachia. II Programmazione della fioritura mediante GA3 -
Colture Protette 5: 103-107
63. SERRA G.,
BIGONGIARI G., D'AGLIANO G. e TOGNONI F., 1991 - Programmazione della produzione
di piante fiorite annuali con semine cadenzate - Colture Protette 12:65-70
64. SERRA G.,
1992 - Strategie di acquisizione del materiale di propagazione delle piante
ornamentali da interno- Il Floricultore 1/2:46-51
65. SERRA G.,
1992 - Funzione e funzionalità dei substrati in contenitore - Colture protette
XXI, 5:47-52
66. PARDOSSI A.,
FIORINI A., TOGNONI F., SERRA G., CAMPIOTTI C.A. and PICCIURRO G., 1992 -
Tomato plants grown with NFT in a mediterranean climate: growth, fruit yield,
water usage and macronutrient uptake in relation to growing season - Agr. Med.
122, 75-84
67. Serra G.,
1992 - Vivaismo in floricoltura: Piante ornamentali da interno. Flortecnica
1/2:35-46
68. BARONCELLI
P., LIPUCCI DI PAOLA M., TOGNONI F., SERRA G., 1992 - L'embriogenesi somatica e
le sue potenzialità applicative - Agricoltura Ricerca 133:23-30
69. ERCOLI L.,
MENSUALI A., MALORGIO F. and SERRA G., 1992 - Interception of
photosynthetically active radiation, growth and production of bush bean
(Phaseolus vulgaris L.) - Agr. Med. 122:
70. SERRA G.,
1992 - La coltura del pomodoro in serra - Quaderni Federagrario, 28:13-30
71. SERRA G.,
1992 - La coltura in serra della zucca da "zucchini" - Quaderni
Federagrario, 28:31-38
72. TOGNONI F.,
SERRA G. & MONTEIRO A., 1992 (editors) - Protected Cultivation - Acta Horticulturae
n. 303
73. CARRAI C.,
FIORAVANTI L., CAVALLINI A., SERRA G. e SORESSI G.P., 1993 - Caratterizzazione
citologica di cultivar di Dieffenbachia - Colture Protette 2:101-104
74. MENSUALI-SODI
A., PANIZZA M., SERRA G. & TOGNONI F., 1993 - Involvement of activated
charcoal in the modulation of abiotic and biotic ethylene levels in tissue
cultures - Scientia Horticulturae, 54:49-57
75. Serra G.,
1988 - Colture Protette: Applicazioni dell'informatica nei processi di
produzione delle serre. Terra e Vita 47:63-64
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& TOGNONI F., 1993 - L'innovazione tecnologica in agricoltura: Comparto
ortoflorovivaistico - in "Produzione, trasferimento e impatto delle innovazioni
nell'agricoltura italiana", 331- 356 - Società Editrice IL MULINO, Bologna
78. MAGNANI G.,
MACCHIA M., MOSCHENI E. & SERRA G., 1993 - Effetti di trattamenti termici
su semi di Acacia - Colture Protette 22 (12):71-78
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80. SERRA, G.,
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cultivation systems in greenhouse - Acta Horticulturae, 361
81. INCROCCI,
L.,SERRA, G. & LERCARI, B., 1994 - Height control of a bedding plant
(Salvia splendens F. Sellow) by copper sulphate filters - Acta Horticulturae,
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82. TOGNONI F.
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environmental constraints and to meet consumer's requirements - Acta
Horticulturae, 361:31-38
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glucose ester in Phaseolus vulgaris L. during chilling and water stress - Plant
Growth Regulation 15:157-163
84. MENSUALI, A.,
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regeneration of shoots in Matthiola incana L. from seedling explants of
different age - Gartenbauwissenschaft, 59(2):77-80
85. SERRA, G.,
1994 - Innovation in cultivation techniques of greenhouse ornamentals with
particular regard to low energy input and pollution reduction - Acta
Horticulturae 353:149-163
86. MORI, B.,
RAZZAUTI, A., SERRA, G. & TOGNONI, F., 1994 - Recupero a verde pubblico di
un giardino storico - in "Il giardino nella storia, nella scienza e nella
natura" pag. 303-318, ACE International, Como
87. BENVENUTI S.,
PARDOSSI A. & SERRA G., 1994 - Light and temperature effects on net
photosynthesis of three mediterranean weeds - Proc. of the Symposium on
"Weed control in substainable agriculture in the mediterranean area"
67-73
88. MAGNANI G.,
SERRA G., MACCHIA M. & MAZZARI M., 1994 - Esigenze termiche per la
germinazione del seme di alcune specie ornamentali - Italus Hortus 1, 1:3-7
89. MENSUALI-SODI
A., PANIZZA M., SERRA G. & TOGNONI F., 1994 - Ethylene involvement in
adventitious root formation in vitro - Proc. Intern. Congress of plant and
tissue culture - Firenze, June 12-17, 1994
90. MORI, B.,
VITAGLIANO, C., TOGNONI, F. & SERRA G., 1994 - Proposta di rimboschimento
paesaggistico della tenuta di Tombolo - Atti del IV Convegno Internazionale su
Parchi e Giardini storici, pag. 329-336
91. MUGNAI, S.,
PARDOSSI, A., SERRA, G. & TOGNONI, F., 1995 - Leaf water relations and gas
exchange in container-grown plants of two genotypes of Nerium oleander L. as
affected by water deficiency - Adv. Hort. Sci. 9:27-32
92. TOMEI, P.E.
& SERRA G., 1995 - Primi appunti per una storia della flora ornamentale nei
parchi e giardini storici della Toscana: il caso della Lucchesìa - in "Il
Giardino di Villa in Italia nei secoli XVIII e XIX" - Ed. Ace
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