Curriculum

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Serra


Giovanni Serra

Curriculum

Giovanni SERRA è nato a Ortacesus (Cagliari) il 25 gennaio 1939 e risiede in via Calcesana, 38/A a Ghezzano (Pisa) in cui vive con la moglie Gloria, insegnante di Lettere, ed il figlio minore Giandomenico, studente di Ingegneria Aerospaziale; il figlio più grande Renato, Ingegnere Chimico, lavora all'European Patente Office e la figlia, Angela, Ingegnere Aeronautico, lavora alla Divisione Ricerca & Sviluppo di una industria meccanica, la MATEC, a Firenze.

Il suo curriculum - professionale, scientifico e didattco - si è sviluppato come viene indicato, sinteticamente, di seguito:

-          nel novembre del 1962 si è laureato in Scienze Agrarie, col massimo dei voti, all'Università di Firenze;

-          dal 1962 al 1965 è stato Assistente volontario e titolare di una borsa di studio presso l'Istituto di Agronomia dell'Università di Firenze;

-          nel 1965 vince il relativo concorso pubblico e diventa Sperimentatore presso il Centro Regionale Agrario Sperimentale di Cagliari;

-          nel 1969, vince il concorso pubblico e diventa Direttore della Sezione di Orticoltura e Floricoltura del Centro Regionale Agrario Sperimentale di Cagliari che lascia, per dimissioni volontarie, nel 1981;

-          nel 1981 assume, con la qualifica dirigenziale, la Direzione del Centro Ricerche della Floramiata SpA una Società del Gruppo ENI che recita un ruolo di risonanza europea nel campo della floricoltura;

-          nel 1987 lascia, per dimissioni volontarie, quest'ultima Società;

-          dall'Anno Accademico 1987-88, quale vincitore di concorso, assume la carica di Professore Associato di Orticoltura alla Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa, ufficio che ricopre ancora oggi.

-          nel 2001 consegue l'idoneità a professore di I fascia con un giudizio unanime della Commissione che così si esprime: "Gli elementi che emergono dall'esame delle pubblicazioni, dai documenti e dal curriculum del prof. Serra sono indicativi di un impegno, nell'ambito scientifico del gruppo disciplinare AGR04, che si rivela ampio, continuo e sempre orientato verso aspetti attuali e innovativi. Significativa risulta l'attività didattica. Pienamente soddisfacente il profilo del candidato per quanto riguarda quantità e qualità della produzione scientifica, scelta dei temi, attività organizzativa, applicabilità dei risultati ottenuti, collocazione editoriale dei lavori. Il giudizio è pertanto pienamente positivo e si ritiene che il prof. Serra abbia preparazione e maturità scientifica tali da poter svolgere le funzioni di professore di I fascia di cui alla presente valutazione comparativa".

Comitati ed Associazioni Tecnco-Scientifiche, Riconoscimenti

E’ stato membro del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione Minoprio afferente alla Fondazione CARIPLO ed alla Regione Lombardia, dell’Azienda Speciale per la Sperimentazione Agraria della CCIAA di Savona ed è membro del Comitato Tecnico-Scientifico del Consorzio Interuniversitario Qualital, in rappresentanza della Scuola E' inoltre socio della Società Italiana di Agronomia, della Società Orticola Italiana - in cui è stato anche consigliere e vicepresidente della sezione di Floricoltura - dell’International Society for Horticultural Science - in cui opera nella Commission Protected Cultivation ed in quella di Ornamental Plants - e Socio Corrispondente dell’Accademia dei Georgofili. E' stato membro e presidente di Giurie tecniche di Esposizioni e di Concorsi internazionali di floricoltura e piante ornamentali quali Euroflora, Flo.RA e Biennale Internazionale del Fiore di Pescia. E' membro del Comitato scientifico per la Conservazione e Valorizzazione del Germoplasma della Regione Toscana.

Per la sua attività scientifica e didattica nel campo del florovivaismo gli viene assegnato il premio internazionale "Il Garofano d'Argento" e, più recentemente, riceve con la votazione unanime della Giuria il premio Fabio Rizzi "Professionista del Verde" con la seguente motivazione: "Per aver formato in oltre 30 anni di attività studenti, tecnici, ricercatori ed operatori e per aver stimolato concretamente l'innovazione ne mondo dell'Università, della ricerca, della produzione e commercializzazione del florovivaismo e del verde nazionale ed internazionale".

Coordinamento scientifico di Progetti, Sottoprogetti, Unità di Ricerca

Ha avuto ed ha la responsabilità di Progetti di ricerca finalizzati, Sottoprogetti, Tematiche ed Unità di ricerca.

E' stato ed è responsabile scientifico di Unità di Ricerca in progetti del Consiglio nazionale delle Ricerche, del MURST-MiUR, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF-MAF):

-          Progetto Finanlizzato "Fitofarmaci e Fitoregolatori" del CNR;

-          Progetto Finalizzato Incremento della Produttività delle Risorse Agricole (IPRA) del CNR;

-          Progetto Coordinato ARBORN - Ecofisiologia degli arbusti Ornamentali - del CNR;

-          Progetti singoli con contributi CNR;

-          Gruppo nazionale di ricerca "Fattori ambientali e produzione agraria" del MURST-MiUR;

-          Progetto Finalizzato "Miglioramento della produzione floricola" del MAF-MiPAF;

-          Progetto Finalizzato "Floricoltura" del MAF-MiPAF;

-          Progetto "Nuove Piante ornamentali mediterranee allogene", dell'ARSIA della Regione Toscana

E' stato, oppure è, Cordinatore-responsabile scientifico di:

-          Tematica 1.3.5. con 8 Unità Operative del Progetto Finalizzato IPRA del CNR;

-          Sottoprogetto "Piante da fronda recisa e da vaso" con 12 unità Operative del Progetto Finalizzato "Floricoltura" del MAF-MiPAF;

-          Sottoprogetto "Innovazioni di Prodotto" con 17 unità Operative del Progetto "Miglioramento della Produzione Floricola" del MAF-MiPAF;

-          Progetto "Fronde recise", che comprende 16 Unità Operative, dell'ARSIA della Regione Toscana;

-          Progetto "Nuove Piante ornamentali mediterranee allogene", dell'ARSIA della Regione Toscana.

E' stato invited speaker e chairperson in numerosi Convegni e Congressi nazionali ed internazionali. Ha tenuto lezioni e seminari a divulgatori e tecnici in numerose Regioni italiane su argomenti diversi concernenti la colture protette, la floricoltura e le piante ornamentali. Ha collaborato con il FORMEZ alla progettazione e realizzazione di corsi di formazione sulle colture protette e sulla floricoltura.

Ha svolto numerose revisioni di Progetti di ricerca per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, del Ministero dell'Università e della Ricerca - Progetti COFIN e Progetti speciali FIRB - del Comitato Scientifico Italiano per la Ricerca in Antartico (CSNA), della Regione Toscana, Campania, Liguria, Lazio.

Ha svolto una attività di revisione scientifica sistematica ed occasionale di lavori inviati per la pubblicazione alla Rivista di Agronomia, Advances in Horticulture, Agricoltura Mediterranea, Agrochimica, Flortecnica ed altre.

Rapporti con altre Istituzioni italiane e straniere

Ha sempre coltivato i rapporti di collaborazione con le Istituzioni scientifiche italiane e straniere. Una stretta e costante collaborazione è stata mantenuta con la Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa ed in particolare con la Sezione di Orticoltura e Floricoltura del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie, sia in fatto di didattica che, soprattutto, di ricerca. Questa collaborazione, di fatto più che trentennale, si è ulteriormente rafforzata nel tempo e si è accompagnata a quella con altre istituzioni universitarie e di ricerca. In particolare con i corrispondenti colleghi delle Facoltà di Agraria di Torino, Firenze, Pisa, Viterbo, Napoli, Potenza nonché dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura del MiPAF.

Quanto alle Istituzioni straniere, collaborazioni particolarmente significative sono state intrattenute gruppi di assoluto prestigio come quelli del Department of Environmental Horticulture dell'Università di California - Prof. Michael Reid e collaboratori - e con in Department of Horticuture dell'Università di Wageningen - Prof. Hugo Challa e collaboratori - attualmente ripartito nell'Horticultural Quality Chain Group e nel Gruppo di Horticultural Farm Technology, naturalmente della stessa Università.

E' stato parte attiva nell'organizzazione di numerosi convegni e incontri a carattere nazionale ed internazionale ed, in particolare, è stato anche co-editor dei Proceedings di tre Simposi internazionali dell'International Society of Horticultural Science:

-          International Symposium on Biological aspects of energy saving in protected cultivation, 1987, Acta Horticulturae 229 (con F. Tognoni);

-          International Symposium on Protected Cultivation, 1992, Acta Horticulturae 303 (con F. Tognoni e A. Monteiro);

-          International Symposium on New Cultivation Systems in Greenhouse, 1994, Acta Horticulturae 361 (con F. Tognoni e S. Leoni).

All'interno della Scuola ha organizzato numerose iniziative fra le quali spiccano, in preparazione del Master, una serie di Seminari su Scienza, Tecnologia e Ambiente nell'ambito dei quali spicca il Convegno dell'ottobre del 1994 su AGRICOLTURA E AMBIENTE che ha avuto una notevole risonanza. Si è fatto inoltre promotore di due incontri con tutti i colleghi del raggruppamento disciplinare per integrare, potenziare ed uniformare il suo ruolo nella didattica e nella ricerca. Nello scorso anno ha organizzato il Convegno internazionale su "Tecniche postraccolta dei prodotti ortoflorofrutticoli" che ha visto una nutrita partecipazione e di cui sono stati già pubblicati gli Atti per i quali è editore e tra i revisori.

Ha partecipato a numerosi incontri e soggiorni di studio in diversi Paesi ed in particolare in Francia negli Istituti dell'Institut National de la Rèchèrche Agronomique di Montfavet (Station d'Amèlioration des Plantes Maraîschères), Saint-Paul, Antibes, Frejus, Alenya, Angérs e nelle Scuole superiori di Versailles e di Angers; nella Stazione Sperimentale di Littlehampton ed all'Istituto An Foras Taluntais di Dublino, in Gran Bretagna; in Spagna a Gran Canaria, Tenerife, Cabrils; in Belgio alle università ed agli istituti di Gembloux, Gand, Louvaine, Melle; in Olanda nell'Università di Wageningen e negli istituti di Aalsmeer, Naaldwijk, Booskop; in Germania nell'Università di Monaco e di Amburgo; in Israele nella Hebrew University, a Rehovot; in Tunisia nell'Institut National de la Rèchèrche Agronomique Tunisiènne ed a molti altri in occasione soprattutto di eventi congressuali.

Attività didattica

L'attività didattica interna è caratterizzata dal fatto che le peculiarietà della Scuola Sant'Anna - numero limitato di studenti per ogni corso ed elevata qualità degli stessi in termini di preparazione e motivazioni - consentono l'utlizzazione di metodi didattici non tradizionali. Pertanto, pur rimanendo nell'ambito delle discipline del settore AGR/04 - Orticoltura e Floricoltura - la didattica viene offerta ad ampio raggio con moduli didattici, seminari - attivi e passivi; scientifici e metodologici - casi-studio con approcci interdisciplinari o transdisciplinari ed altri strumenti integrativi e/o di approfondimento rispetto ai metodi ed ai contenuti propri della didattica tradizionale, vengono adoperati correntemente. Una continua opera di tutoraggio individuale assicura allo studente, ordinario e perfezionando, una formazione anche che va oltre la conoscenza dello scenario scientifico e tecnologico nel quale si muove o si muoverà. Particolarmente intenso risulta l'impegno nel tutoring degli Allievi post lauream, che seguono cioè i corsi di Perfezionamento, sia come didattica sia come supporto all'attività di ricerca. La partecipazione attiva degli Allievi, ordinari e perfezionandi, a Seminari monotematici, metodologici e scientifici, ma soprattutto la presentazione diretta dei seminari contribuiscono a formare delle capacità di comunicazione che arricchiscono ed affinano notevolmente le capacità dello studente ad esprimersi sia in un contesto scientifico che professionale. In questi ultimi anni il "menù" di corsi-moduli offerti agli studenti che hanno scelto in base ai loro interessi specifici sono stati i seguenti:

-          Produzione della rosa per fiore reciso: analisi del sistema e generalizzabilità dei modelli;

-          Programmazione e gestione della produzione di piante in vaso da interno;

-          L'innovazione e le innovazioni nell'ortoflorovivaismo;

-          Strategie per salvaguardare l’ambiente e la qualità dei prodotti eduli delle colture protette;

-          Fisiologia e Tecnologia post-raccolta di fiori e piante ornamentale;

-          Colture in vitro per la produzione di metaboliti secondari;

-          I sistemi di coltivazione chiusi o virtualmente chiusi;

-          Micropropagazione delle piante ornamentali: basi scientifiche e tecnologia;

-          Elementi di paesaggistica e progettazione dei giardini;

-          I sistemi "serra": automazione, gestione, coltivazione e ambiente.

Queste attività sono state integrate con il contributo di studiosi italiani e stranieri di fama conclamata ciò che ha consentito agli allievi un arricchimento di grande rilievo. Fra questi docenti, per ricordare soltanto quelli più noti, non si possono non ricordare:

-          Abraham Halevy, del Department of Horticulture della Hebrew University of Jerusalem (Rehovot) che ha tenuto un corso sulla fisiologia della fioritura;

-          Pierre Debergh, del Department of Plant Production dell'Università di Gand, uno sulla propagazione in vitro delle piante da fiore ed ornamentali;

-          Henry Vidalie, Ecole national d'Ingénieurs des Techniques et d'Horticulture et du Paysage d'Angers, sulle problematiche della floricoltura;

-          Michael Reid, Department of Environmental Horticulture of the University of California Davis, sulla fisiologia e tecnologia postraccolta delle piante ornamentali;

-          Bruce MacKay, Massey University, College of Sciences, Palmerston North, New Zealand, sui nuovi metodi di insegnamento in orticoltura;

-          Hugo Challa, Horticultural Farm Technology, Department of Agrotechnology and Food Sciences at Wageningen University, sulla serra del futuro: strategie di implementazione delle componenti biologiche, ambientali e manageriali.

Con questi studiosi e con i loro Laboratori sono stati mantenuti rapporti scientifici che hanno portato studenti dei corsi ordinari e post lauream a svolgervi una qualificata attività di ricerca, di grande profitto per il loro curriculum.

-          Oltre all'attività didattica di istituto ha svolto una serie di supplenze ed incarichi di insegnamento in diverse Università:

-          Negli anni accademici 1987-88 e 1988-89 ha tenuto il corso di Orticoltura (annuale) presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa;

-          Negli anni accademici 1989-90 e 1990-91 ha tenuto il corso di Colture Protette (annuale) presso la Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia;

-          Negli anni accademici 1993-94, 1994-95, 1995-96, 1996-97 ha svolto il corso di Orticoltura e Floricoltura e successivamente quello di "Qualità dei prodotti ortofloricoli" nel Corso di DU in Produzioni Vegetali, già Scuola Diretta a fini Speciali, dell'Università di Firenze;

-          Dall'Anno accademico 1993-94 svolge il Corso di Micropropagazione nella Scuola di Specializzazione in Biotecnologie Vegetali ad indirizzo Agrario dell'Università di Pisa.

-          Nell'ambito del Progetto Comett "CFUI Tec Train" ha tenuto un corso su "Il microclima delle serre: implicazioni biologiche, tecnologiche e gestionali" nel novembre del 1993 presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli Federico II e presso la Facoltà di Agraria dell'Università della Basilicata.


Attività scientifica

L'attività scientifica è parzialmente documentata nelle pubblicazioni allegate ed è riassunta, sommariamente, nelle considerazioni che seguono raggruppate secondo le tematiche e le linee di ricerca prevalenti. In questa presentazione si è preferito, piuttosto che riportare una sequenza di riassunti comunque non esaustivi e forse dispersivi, dare una motivazione ed una coerenza alle attività svolte rimandando ai singoli lavori per il dettaglio sia dei risultati che delle metodologie. Non viene documentata invece la collaborazione alla stesura della voce "Orchidee" ed altre voci minori per il Manuale dell'Agronomo pubblicato dalla REDA e quella prestata per il Dizionario Eciclopedico di Agricoltura edito dalla SAIE di Torino in cui oltre alla voce firmata rosa, ha predisposto un altro centinaio di voci non firmate. Queste voci non sono state considerate nell'elenco allegato. Egli ha scritto inolte un libro, la Dieffenbachia, ed alcuni capitoli di altri libri:

-          Capitolo 5 "L'Anthurium" in Le piante fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;

-          Capitolo 6 "La Begonia" in Le piante fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;

-          Capitolo 8 "La Calceolaria" in Le piante fiorite in vaso, Edagricole, Bologna;

-          Capitolo 7 "Concimazione e Irrigazione" in La Rosa, Edagricole, Bologna;

-          Capitolo "L'innovazione tecnologica in agricoltura: comparto ortoflorovivaistico" Il Mulino, Bologna. (con F. Tognoni)

-          Capitolo "Impiego dell'informatica nelle colture protette" in: Alpi A. e Tognoni F., Coltivazione in serra, Edagricole, Bologna

-          Capitolo "Le Piante" in Le fronde recise edito da ACE international, Lecco (con F. Ferrini e G. Fancello)

-          Il libro "La dieffenbachia" edito da ACE international, Lecco (con C. Carrai) (uscita 2002).

Alla fine della illustrazione delle linee di ricerca viene riportato l'elenco delle pubblicazioni numerate secondo l'ordine cronologico di pubblicazione.

Tematiche generali (pubblicazioni n. 1 - 2 - 4 - 6 - 20 - 23 - 37 - 38 - 45 - 48 - 53 - 65 - 72 - 77 - 82 - 94 - 96 - 102 - 107 -112 - 113 - 123 - 137 - 139 - 142 - 143 - 146 - 147)

Le modificazioni di alcune proprietà fisiche delle argille dovute all'azione di un condizionatore della struttura - L'aria nel terreno - La misura della velocità di diffusione dell'aria nel terreno col microelettrodo di platino - La salinità dei terreni delle colture protette - Disinfezione del terreno col vapore - Situazione e prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in Sardegna - Possibilità tecnologiche di inserimento delle piante ornamentali e da fiore reciso nell'isola di S. Erasmo e nella penisola del Cavallino - Presentazione del Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in vaso" - The greenhouse in horticulture: The contribution of biological research - Present situation of forcing culture for horticultural crops in Italy - Sottoprogetto piante da fronda recisa e da vaso - Funzione e funzionalità dei substrati in contenitore - Protected Cultivation - L'innovazione tecnologica in agricoltura: Comparto ortoflorovivaistico - New Technologies for protected cultivation to face environmental constraints and to meet consumer's requirements - Ricerca e innovazione per la floricoltura italiana - Innovazione tecnologica e competitività - Figure professionali per un florovivaismo competitivo - Strategies to match greenhouses to crop production - Horticultural Research in Italy - Nuovi Prodotti Floricoli: Strategie competitive, adattamento degli impianti e sviluppo dei processi produttivi - Florovivaismo: Strategie e strumenti per competere - Le piante mediterranee nel florovivaismo italiano: prospettive e limiti - Lo stato della ricerca sulle fronde recise - Some Aspects of vegetable industry in Italy - Difesa delle colture in floricoltura e florovivaismo: Importanza, tendenze e peculiarietà del settore - La sfida competitiva: innovazione, ricerca, formazione nel settore florovivaistico - Trends in Process Technologies and Products

Risvolti agronomici

Le ricerche che afferiscono a queste tematiche prendono spunto dal lavoro iniziato con la tesi di laurea - Le modificazioni di alcune proprietà fisiche delle argille dovute all'azione di un condizionatore della struttura - e proseguono nell'analisi di altri aspetti conoscitivi e metodologici - L'aria nel terreno; La misura della velocità di diffusione dell'aria nel terreno col microelettrodo di platino - della fisica del suolo che riveste un ruolo essenziale e complesso nella capacità di ospitare le piante, in particolare allorché al terreno si sostituisce un substrato artificiale organo-minerale (Funzione e funzionalità dei substrati in contenitore). Altri due aspetti trattati nel passato rimangono ancora di grande attualità in quanto interessano - La salinità dei terreni delle colture protette; Disinfezione del terreno col vapore - da un lato gli aspetti legati alla salinizzazione del terreno e quindi al corrispondente rischio derivante dalla utilizzazione di acque saline e/o della salinizzazione delle falde; dall'altro l'alternativa, tornata oggi di grande attualità in considerazione dei vincoli immanenti sul bromuro di metile, rappresentata dal vapore che, peraltro, se costituisce un beneficio dal punto di vista della salvaguardia dell'ambiente, ha un costo energetico di non poco conto.

Articolazione territoriale e prospettive di sviluppo

Le colture protette hanno, in generale, dei luoghi elettivi su cui si sono insediate storicamente ma nel dopoguerra sono sorti molti insediamenti nuovi - Situazione e prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in Sardegna - ed altri se ne prospettano in virtù di opportunità che via via emergono come la disponibilità di combustibili a costi competitivi - Possibilità tecnologiche di inserimento delle piante ornamentali e da fiore reciso nell'isola di S. Erasmo e nella penisola del Cavallino - in virtù della metanizzazione di alcune aree. Queste analisi consentono di valutare gli andamenti delle articolazioni produttive e soprattutto le prospettive quanti-qualitative che si possono ipotizzare. In termini più generali, la grande leva che sta condizionando insediamenti ed articolazione produttiva è la globalizzazione delle produzioni e dei mercati che genera una competitività davvero inusuale per il mondo agricolo ma ormai abituale per le colture protette che dalle gestioni production oriented sono passate a quelle market oriented. In questo senso sono state esposte molte considerazioni riguardanti sia le strategie di gestione delle serre in funzione del tipo di coltivazione - Strategies to match greenhouses to crop production - sia i problemi che derivano dall'introduzione di nuovi prodotti in termini di di flessibilità e di adattabilità degli impianti sia lo sviluppo di tecnologie produttive ex novo o adattate. Competere è diventato un imperativo al quale è indispensabile obbedire per non essere espulsi da un mercato sempre più aggressivo. Le analisi effettuate hanno evidenziato i molti punti di debolezza che caratterizzano le strutture ed il mix produttivo della floricoltura italiana ma i suoi innumerevoli punti di forza. Un ruolo importante potrebbero avere invece piante allogene di areali a clima mediterraneo, in particolare quelle del continente australe. Qualche problema di prospettiva sembra incontrare l'orticoltura protetta di fronte alla competizione con paesi con costi di produzione molto contenuti.

La ricerca e l'innovazione

Il requisito fondamentale per resistere in un quadro competitivo come quello attuale è certamente la capacità di sviluppare e introdurre innovazione, di processo e di prodotto, alla base della quale sta evidentemente una attività coerente di ricerca. Proprio le politiche di ricerca sono state oggetto di analisi approfondite sia nel contesto italiano - Ricerca e innovazione per la floricoltura italiana; New Technologies for protected cultivation to face environmental constraints and to meet consumer's requirements - che in quello europeo - Presentazione del Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in vaso" - e mondiale - Horticultural Research in Italy - ed indubbiamente, accanto agli indiscutibili punti di forza del nostro sistema di ricerca, in queste indagini ed analisi sono emersi non pochi punti di debolezza  primo fra tutti la mancanza di massa critica (in termini di strutture, personale, risorse finanziarie) delle unità di ricerca. Una analisi di ampio respiro - The greenhouse in horticulture: The contribution of biological research - ha messo in evidenza come le acquisizioni scientifiche di carattere biologico vengano spesso recepite e valorizzate pressoché direttamente nelle tecnologie produttive impiegate nelle colture protette che mostrano dei punti di contatto diretti con i risultati della ricerca scientifica. Un quadro complessivo delle innovazioni introdotte nel comparto ortofloricolo - L'innovazione tecnologica in agricoltura: Comparto ortofloricolo - mette in evidenza come in questi ultimi lustri tutto il settore abbia conosciuto un consistente rivolgimento tecnologico che ha mantenuto l'Italia all'avanguardia tecnica ciò che non significa necessariamente che sia anche competitiva; la frammentazione quantitativa e qualitativa dell'offerta, i vincoli di diversa natura, il sistema di distribuzione ed altre cause rappresentano ancora dei limiti consistenti. In questo quadro non bisogna dimenticare l'autentico motore della ricerca prima e dell'innovazione poi e cioé la formazione. Una analisi comparativa - Figure professionali per un florovivaismo competitivo - mostra la difficoltà di accoppiare la domanda all'offerta; la domanda infatti è sempre molto specifica mentre l'offerta è quasi sempre molto generica e quasi sempre carente in certe funzioni, oggi molto importanti, come le abilità linguistiche, di comunicazione e manageriali. In certi segmenti produttivi, complessi ed articolati come è il caso di quello delle fronde recise, la domanda di innovazione e quindi di ricerca  è fortissima ma, di fatto, incolmabile.

Tecnologie e tecniche di coltivazione (pubblicazioni n. 10 - 11 - 13 - 17 - 18 - 19 - 25 - 26 - 33 - 34 - 35 - 49 - 56 - 57 - 63 - 64 - 66 - 67 - 70 - 71 - 80 - 141 - 148 - 150 - 151 - 152)

Influenza della densità e della disposizione delle piante sulla produzione di una cultivar di garofano SIM - Influenza dell'epoca di trapianto sulla produzione di ibridi e cultivar di pomodoro da mensa - La coltivazione normale e quella programmata per vaso fiorito - Confronto tra 4 cultivar di crisantemo allevate a uno e due steli fiorali - Effetti dell'epoca e della densità di trapianto sulla produzione di garofani miniature - Coltivazione del pomodoro in serra ad elevati investimenti unitari - Aspetti tecnici della coltivazione dello statice - Rosa - Anthurium - Begonia - Calceolaria - Esperienze sulla coltivazione senza suolo del pomodoro in serra - Priming and storage of celery (Apium graveolens L.) seeds - Soilless culture: substrate cultivation experiments in glasshouse in northern Italy - Programmazione della produzione di piante fiorite annuali con semine cadenzate - Strategie di acquisizione del materiale di propagazione delle piante ornamentali da interno - Tomato plants grown with NFT in a mediterranean climate: growth, fruit yield, water usage and macronutrient uptake in relation to growing season - Vivaismo in floricoltura: Piante ornamentali da interno - La coltura del pomodoro in serra - La coltura in serra della zucca da "zucchini" - Symposium on new cultivation systems in greenhouse - . Growth, flower production and mineral nutrition in gerbera (Gerbera jamesonii H. Bolus) plants grown in substrate culture with and without nutrient silution recycling - Fronde Recise - Effect of cultivar, timing, growth retardants, potting type on potted sunflower production - La Floricoltura di Qualità e gli Apprestamenti Protetti - La Dieffenbachia

Questo argomento ha avuto, evidentemente, un rilievo notevole non solo nell'attività di ricerca ma anche nella diffusione ed aggiornamento delle conoscenze.

Monografie

In questo ambito sono state predisposte una serie di monografie allo scopo di riunire e/o di aggiornare le informazioni disponibili sulla base di esperienze proprie e ricavate dalla letteratura. In qualche caso, pomodoro e zucchino, le tecniche e le tecnologie descritte sono servite come base per l'impostazione di una attività di lotta integrata nell'ambito del Progetto europeo ETIC. Le monografie sulla coltivazione in vaso di Anthurium scherzerianum Schott, Begonia spp. e Calceolaria herbeohybrida Voss. rappresentano uno strumento completo ed aggiornato sulla biologia e sulle tecnologie produttive di queste piante e riportano anche informazioni ricavate da risultati inediti. La scarsa disponibilità di informazioni e la crescente diffusione che stanno conoscendo le piante ornamentali da interno sono le motivazioni all'origine di queste monografie che costituiscono, in particolare, uno strumento indispensabile per la programmazione di queste produzioni. La coltivazione normale e programmata del crisantemo in vaso introduce alla peculiarietà di questa specie cioè la sua risposta, che si può definire rigida, al fotoperiodo; peculiarietà di cui si indicano gli strumenti adatti per trarne profitto nella programmazione della fioritura. Sempre per quanto riguarda la programmazione delle specie del genere Limonium spp., la rispettiva monografia oltre a riportare la tecnologia di produzione contiene anche i risultati degli effetti dell'acido gibberellico sulla fioritura, o meglio sul bolting in quanto si tratta esclusivamente di un effetto di allungamento dello stelo fiorale, e quindi un ampliamento delle possibilità di programmare la produzione. Per quanto riguarda la rosa si è cercato invece di fornire un quadro sufficientemente ampio ma senza eccessivi dettagli incompatibili con la genericità dell'opera in cui è stata inclusa. La Dieffenbachia è la pianta da fogliame più classica fra quelle da interno e per questo motivo, ma anche per le conoscenze maturate direttamente in una serie di ricerche, è stata pubblicata una monografia che raccoglie i diversi aspetti di queste piante: biologici e colturali.

Propagazione

I risultati di alcune ricerche sono stati riportati in pubblicazioni riferite ad altre tematiche ritenute prevalenti come quelle dei fitoregolatori per cui qui si riassumo quelle restanti. La propagazione rappresenta la prima, fondamentale fase del processo produttivo e l'acquisizione del materiale iniziale rappresenta un aspetto critico in termini di costo, di riflessi sulla successiva crescita e sulla qualità del prodotto finito. Nel caso delle piante ornamentali la strategia di acquisizione è cruciale in quanto si propongono molte alternative: autoproduzione o acquisto; parco di piante madri o prelievo da piante in produzione; semi, talee, piante micropropagate. Tra tutte queste alternative vengono proposti i criteri di scelta. Il trattamento ai semi di sedano per accelerarne la germinazione, priming, si dimostra efficace ma la ricerca riportata mirava in particolare a valutare la conservazione nel tempo di questo effetto ciò che ha trovato conferma.

Coltivazione senza suolo

Le coltivazioni senza suolo stanno conoscendo una diffusione sempre più ampia, anche se non sufficientemente rapida a causa dei vincoli di carattere tecnico e soprattutto economico ancora da superare. Ci sono però delle obiettive ragioni immanenti - ritiro del bromuro di metile dal commercio, vincoli ambientali - che fanno propendere per una diffusione, a nuove aree e specie, sempre più larga. I lavori che vengono presentati riguardano prevalentemente il pomodoro, che rappresenta ancora la specie-guida delle ortive in serra, per il quale sono stati analizzati una serie di aspetti - produzione, consumi idrici, assorbimento di elementi nutritivi - in funzione del calendario di coltivazione. Le ricerche più puntuali, per ragioni pratiche, sono state effettuate in NFT ma sono certamente trasferibili anche alle coltivazioni su substrati inerti. I risultati sono assolutamente incoraggianti anche per realizzare un incremento delle colture a ciclo chiuso. Gli altri lavori esposti analizzano e sintetizzano questi concetti come si vede nel caso della gerbera sulla quale viene fatto un confronto tra ciclo aperto e ciclo chiuso con risultati incoraggianti a favore di quest'ultimo.

Tecniche di impianto e di coltivazione

La tematica si completa con una serie di lavori che interessano aspetti diversi delle tecniche di coltivazione. Riportano in particolare i risultati degli effetti della densità e della disposizione delle piante sul garofano americano una pianta, per quanto miglioratain ambienti diversi da quello di origine, schiettamente mediterranea per la quale l'intercettazione della luce è fondamentale per la crescita anche per il grande vigore di questo gruppo di garofani. Sempre sul garofano, ma questa volta su quelli miniature, sono state effettuate ricerche circa l'effetto dell'epoca e della densità di impianto che hanno consentito di chiarire un aspetto della coltivazione fondamentale per questi, allora nuovi, garofani e cioé l'investimento ottimale in quanto non si poteva adottare quello dei garofani standard molto più vigorosi. Sul crisantemo per fiore reciso è stata invece realizzata una ricerca tendente a verificare la possibilità di allevare due steli fiorali da una sola talea, con un risparmio quindi del 50% sul loro costo. L'intuizione si è rivelata corretta in quanto il fatto di portare due steli non ha compromesso la qualità dei fiori ma, evidentemente, si è verificato un ritardo di produzione di circa 2 settimane per cui, di fatto, il ciclo più lungo ed il costo della cimatura iniziale vanifica o quasi il risparmio sull'acquisto delle talee.

Un paio di ricerche sono state dedicate allo studio dell'effetto delle epoche di impianto e delle densità, anche inusitate, del pomodoro in serra. Le prove hanno messo in evidenza due aspetti: che con gli impianti molto anticipati si realizza una precocità di produzione di entità modesta rispetto alla maggior durata della coltivazione; che impianti ad alta densità ed allevamento ad un grappolo fiorale consentono di non compromettere in maniera determinante la quantità e la qualità della produzione mentre si realizza un eccellente sincronismo della maturazione con conseguente possibilità di ridurre i costi di raccolta in misura consistente soprattutto se si asporta l'intera pianta e si porta in sala lavorazione per il distacco delle bacche, la cernita ed il confezionamento.

Una ricerca sulle semine cadenzate di piante fiorite annuali ha fornito uno strumento affidabile per la programmazione della produzione per la maggior parte delle specie che forniscono una risposta lineare mentre alcune, come tagete e viola, hanno un comportamento anomalo. In ogni caso questa sembra la strada più corretta per disporre di uno strumento attraverso il quale realizzare una programmazione, indispensabile per questa tipologia produttiva, sufficientemente affidabile. Una delle specie da fiore reciso che sta incontrando maggiore successo è senza dubbio il girasole del quale sono state costituite anche le prime cultivar da vaso

Nutrizione minerale (pubblicazioni n. 3 - 15 - 16 - 32 - 42 - 95 - 98 - 119 - 132 - 135)

Guida alla concimazione dei terreni della Sardegna - Aspetti della nutrizione del crisantemo - Concimazione della poinsettia con concimi a solubilità controllata - Concimazione e irrigazione della rosa - Colture Protette: strategie di concimazione - Aspetti fisiologici legati alla qualità dei frutti di melone coltivato in idroponica - Modellizzazione dei consumi idrici di specie ornamentali da esterno coltivate in contenitore - Water consumption and growth of nine container-grown ornamental species - . Effetto del regime idrico sulla crescita di arbusti ornamentali allevati in contenitore - The influence of growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.) grown in nutrient film technique in a Mediterranean climate

La gestione della nutrizione minerale e dell'irrigazione è un argomento che per le sue implicazioni di carattere ambientale è tornato di grande attualità: somministrare quantità sufficienti per assicurare il raggiungimento di livelli produttivi quantitativamente e qualitativamente soddisfacenti senza disperdere inquinanti nell'ambiente e risparmiando una risorsa preziosa come l'acqua è diventata una condizione condivisa ormai da tutti. Naturalmente per raggiungere questo obiettivo è necessario conoscere tanto le esigenze della pianta quanto il contesto pedoclimatico in cui si opera. Dopo una panoramica generale molto ampia sulla concimazione, l'argomento viene affrontato in maniera più specifica su una specie a ciclo estremamente rapido come il crisantemo del quale vengono tracciate le curve di assorbimento che costituiscono una guida indispensabile per ottimizzare le somministrazioni di fertilizzanti senza sovradosaggi deleteri per le falde acquifere. A questa esigenza di controllare la dispersione di elementi minerali nell'ambiente si è tentato di dare una risposta con la proposizione di concimi a rilascio controllato che sono stati immediatamente provati, con ottimi risultati, sulla poinsettia alla quale sono stati somministrati in quantità che, con un fertilizzante tradizionale, sarebbero state esiziali per la pianta ed avrebbero avuto effetti negativi per l'ambiente. Concimazione ed irrigazione della rosa da fiore reciso sono state oggetto di un'ampia disamina così come sono state individuate le strategie di concimazione delle colture protette, soprattutto in relazione al controllo dei rischi di perdite per lisciviazione. Concimazione e irrigazione rappresentano un continuum con la qualità un parametro di valutazione di rilievo assoluto in particolare nei prodotti consumati tal quali, come nel caso del meloneche è stato studiato studiato in maniera anche molto approfondita sotto questo aspetto grazie ai risultati realizzati su frutti provenienti dalla coltivazione in sistemi chiusi per i quali, l'accennata utilizzazione delle reti neurali artificiali (cfr. Applicazioni di informatica) nella gestione delle soluzioni nutritive, potrebbe rappresentare un sistema sofisticato ma allo stesso tempo efficace ed efficiente per gestire la qualità.

Aspetti varietali (pubblicazioni n. 5 - 7 - 8 - 21 - 55 - 62 - 73 - 124)

Confronto tra cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Comportamento biologico e produttivo di cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Confronto tra cultivar di garofano SIM trattate con brachizzanti - Problemi varietali del garofano - Flower morphology and phenology of Ranunculus (R. asiaticus L.) - Miglioramento genetico della Dieffenbachia. I Tecnica d'incrocio - Miglioramento genetico della Dieffenbachia. II Programmazione della fioritura mediante GA3 - Caratterizzazione citologica di cultivar di Dieffenbachia

L'attività di ricerca documentata in questo campo riguarda due aspetti distinti: valutazioni quanti-qualitative di cultivar di pomodoro da mensa e di garofano americano per il quale ultimo vengono anche passati in rassegna una serie di aspetti legati all'evoluzione del patrimonio varietale ed ai principali caratteri di selezione; un lavoro molto approfondito sulla biologia fiorale e relative tecniche di incrocio su Ranunculus spp. e su Dieffenbachia spp. Quest'ultima specie presenta infatti una biologia fiorale molto particolare e comunque assai diversa di quella delle Araceae mediterranee e soltanto un'analisi puntuale ha consentito di cogliere una serie di aspetti che si sono rivelati indispensabili per ottenere ibridazioni fertili grazie anche alla parallela caratterizzazione citologica che ha facilitato la scelta parentale, specifica e varietale, ed ha permesso di escludere dagli incroci i poliploidi che costituiscono una tra le cause più comuni, anche se non in assoluto, di insuccesso degli incroci.

Il ranuncolo ha una struttura fiorale molto complessa che è stata studiata a fondo sia in termini di morfologia che di biologia in maniera da fornire uno strumento utile per gli incroci in quanto nella stessa infiorescenza si succedono fiori a diverso grado di maturazione e per produrre un numero soddisfacente di semi è necessario conoscere lo stadio al quale la maggior parte di essi è effettivamente recettivo.

Interazioni pianta-ambiente, ecofisiologia (pubblicazioni n. 30 - 44 - 46 - 52 - 58 - 60 - 69 - 78 - 81 - 83 - 87 - 88 - 91 - 93 - 99 - 105 - 110 - 114 - 116 - 117 - 121 - 122 - 125 - 128 - 158)

Variazione del potenziale rizogeno stagionale in Quercus suber e Juniperus spp. - Applicazioni degli studi di bioritmica alle colture in ambiente protetto - Effetto delle fluttuazioni giornaliere della temperatura sulla germinazione e sull'emergenza del pomodoro - Effetto della temperatura sulla fioritura dell'Aphelandra squarrosa Nees. "Dania" - Influence of sowing period on timing of four bedding plants - Effetto di elevate temperature della zona radicale sulla crescita di specie ortive - Interception of photosynthetically active radiation, growth and production of bush bean (Phaseolus vulgaris L.) - - Effetti di trattamenti termici su semi di Acacia - Height control of a bedding plant (Salvia splendens F. Sellow) by copper sulphate filters - Changes in abscisic acid and its glucose ester in Phaseolus vulgaris L. during chilling and water stress - Light and temperature effects on net photosynthesis of three mediterranean weeds - Esigenze termiche per la germinazione del seme di alcune specie ornamentali - Leaf water relations and gas exchange in container-grown plants of two genotypes of Nerium oleander L. as affected by water deficiency - Growth response to different water regimes of container-grown woody ornamentals - Effetti dello stress idrico sulle relazioni idriche e sugli scambi gassosi di due genotipi di oleandro (Nerium oleander L. ) allevati in contenitore - Growth response of Phaseolus vulgaris L. to high temperature and Hypoxia in the root zone - Relazioni idriche di arbusti ornamentali in contenitore - Water relations and osmotic adjustment in Apium graveolens during long-term NaCl stress and subsequent relief - Container volume effects on morphology and physiology of tomato seedlings - Effects of heat stress and hypoxya on growth, water relations and ABA levels in bean (Phaseolus vulgaris L.) seedlings - Crescita delle specie arbustive mediterranee in condizioni di stress idrico e salino - Controllo dell'altezza mediante l'uso di filtri spettrali a base di soluzioni di CuSO4 in Salvia splendens F. Sellow - . Container volume effects on morphology and physiology of marigold seedlings - The influence of Temperature, Photoperiod and Assimilate Supply on External and Internal Quality of Cut Chrysanthemum - Risposta fisiologica di arbusti allevati in contenitore allo stress idrico

L'interazione della pianta con l'ambiente, inteso nel senso più ampio del termine, che la circonda ne detrmina lo sviluppo e la crescita. Questo assunto ha fatto nascere addirittura una disciplina specifica, l'ecofisiologia, che studia appunto le modificazioni fisiologiche indotte dall'ambiente, importante in natura e fondamentale nella coltivazione tanto da farne nascere addirittura un'altra e cioè la fisiologia della produzione. Allo studio di questi aspetti sono state dedicate 25 pubblicazioni che si è cercato di raggruppare per maggiore chiarezza, a seconda del parametro prevalente preso in considerazione, in cinque linee di ricerca.

Stagionalità

I cicli biologici ed ontogenetici sono cadenzati dalla successione delle stagioni o meglio dalla successione dei livelli dei parametri ambientali e queste conoscenze hanno portato ad applicazioni anche molto sofisticate, in particolare nelle colture protette in cui la regolazione del fotoperiodo e del termoperiodo è diventata una pratica acquisita. I bioritmi stagionali assumono un ruolo fondamentale nella programmazione della produzione come risulta evidente per quanto riguarda la produzione di quattro specie di piante da bordura seminate settimanalmente per riuscire a quantificare, fra gli altri, due aspetti: il tempo più breve che intercorre tra semina e visibilità del primo fiore e, più in generale, il tempo che la pianta impiega a fiorire a seconda della settimana di semina. Nella pratica, il primo parametro definisce il costo di produzione più basso, il secondo consente di programmare la produzione per una determinata data. I risultati conseguiti danno una risposta soddisfacente in questo senso.

La stagionalità non incide soltanto sulla fioritura. Una ricerca ha quantificato l'effetto della stagione sul potenziale rizogeno di due gruppi di piante - in genere recalcitranti alla propagazione agamica come Quecus suber L., Juniperus sabina L. e Juniperus oxycedrus L. - che può essere amplificato con la somministrazione di auxine soltanto se esiste naturalmente per cui diventa indispensabile conoscere la fenofase in cui questo potenziale è espresso meglio per ottenere percentuali di radicazione accettabili.

Temperatura

La temperatura è certamente, ammesso di potere stabilire una graduatoria fra i diversi parametri, il parametro che ha la maggiore incidenza sulla vita delle piante. Questa è una delle ragioni per cui sono stati studiati gli effetti delle fluttuazioni termiche giornaliere sulla germinazione e l'emergenza del pomodoro simulando in laboratorio l'andamento della temperatura che si verificherebbe in pieno campo nei periodi in cui si potrebbe effettuare la semina diretta del pomodoro. I parametri di germinazione misurati hanno dimostrato la notevole influenza di queste oscillazioni e soprattutto le differenze rispetto all'unico, o doppio, livello giornaliero di temperatura impiegato nelle prove di germinazione. Talvolta si realizzano, come avviene nella Aphelandra squarrosa Nees. "Dania", delle interazioni molto complesse in cui gli effetti della temperatura sulla fioritura sono preminenti ma possono essere amplificati o attenuati dalla intensità della luce e dal fotoperiodo. Le alte temperature che si possono verificare a livello radicale, in certe aree del nostro Paese e nelle colture senza suolo, esercitano un effetto negativo diretto ma, più spesso, indiretto a causa dei fenomeni di ipossia che si possono verificare in conseguenza di una consistente e rapida diminuzione della quantità di ossigeno disciolto nelle soluzioni. Questi effetti sono stati misurati su diverse specie ortive ed in particolare dettaglio sul fagiolo in cui si verificano una serie di reazioni che si manifestano con alterazioni degli scambi gassosi, dei livelli di di acido abscissico ed in generale della crescita. Il fagiolo, per la sua diffusione e per la sua sensibilità, è stato utilizzato come sistema modello ma, siccome la sinergia alta temperatura radicale e conseguente ipossia è un fenomeno generalizzabile ad altri sistemi è molto probabile che gli effetti negativi si abbiano, seppure con diversa intensità a seconda della sensibilità specifica, sulla maggior parte delle piante. L'azione esercitata dalla temperatura sulla germinazione è ben nota così come quella sulla rimozione di certe forme di dormienza; le ricerche sulle esigenze termiche di diverse specie ornamentali ed i trattamenti effettuati sui semi di 6 specie di Acacia spp. confermano la loro efficacia ma mettono in evidenza una variabilità specifica sia nella rimozione della dormienza che nei successivi parametri di germinazione.

Luce

Assimilazione e morfogenesi delle piante caratterizzano gli effetti della luce la cui disponibilità condiziona anche pratiche agricole apparentemente banali come la densità di impianto, la potatura e così via. La penetrazione della luce nella struttura della vegetazione è stata studiata su un impianto a diverse densità di fagiolo nano con misurazioni continue della PAR man mano che le piante crescevano; a queste misure sono state accoppiate quelle di crescita e quelle di produzione che hanno permesso di definire i limiti di densità oltre i quali la penetrazione della frazione luminosa fotosinteticamente attiva è insufficiente ad assicurare una crescita e, soprattutto, una produzione soddisfacente. La luce può essere usata anche come strumento di morfogenesi come è stato fatto con alcune ricerche su piante di Salvia splendens F. Sellow. che sono state poste sotto una struttura di policarbonato alveolare i cui canalicoli sono stati riempiti di una soluzione di solfato di rame. Questa tecnica serve, modificando lo spettro solare, a sostituire la somministrazione di brachizzanti per contenere la taglia delle piante. L'efficacia indiscutibile di questa tecnica viene però vanificata, almeno in parte, dal fatto che la riduzione della taglia si accompagna ad una generale riduzione della crescita.

Acqua

La disponibilità di acqua di buona qualità diventa sempre più problematica e non sono poche le ricerche tendenti a verificare da un lato la possibilità di utilizzare acque anomale, segnatamente saline, e dall'altro di ridurne le somministrazioni; in entrambi i casi si pongono le piante in condizioni di stress idrico a cui reagiscono in misura e con modalità differenti. Condizioni di stress idrico è molto facile che si realizzino in contenitore in cui è stato verificato il comportamento di due cultivar di Nerium oleander L., una specie con grande flessibilità da questo punto di vista (spontanea nei greti dei torrenti ma dotata di stomi criptici capaci do opporre una grande resistenza alla traspirazione), su cui sono stati misurati scambi gassosi e relazioni idriche in condizioni crescenti di stress. Ebbene già tra le due cultivar sono emerse differenze consistenti. Del pari largamente diversi sono apparsi i comportamenti di arbusti ornamentali di origine mediterranea sottoposti a regimi idrici differenziati anche se tutti hanno confermato la possibilità di crescere, senza decrementi consistenti, in condizioni subottimali di irrigazione a conferma del fatto che entro certi limiti, differenti da una specie all'altra, la pianta ha una propria capacità di regolarsi e di osmoregolarsi senza deprimere in maniera sostanziale la crescita. Questi risultati sulle specie mediterranee sono stati confermate in altre prove in cui lo stress era di origine idrico-salino. Ricerche più fini sullo stress salino sono state effettuate su piante di Apium graveolens L. trattate con soluzioni nutritive contenenti da 5 a 300 mM di NaCl. La conclusione è stata che il mantenimento di uno stato idrico non limitante aumenta in misura consistente la capacità del sedano di resistere a stress salini anche molto intensi.

Altri aspetti

La diffusione della coltivazione in contenitore, in particolare nelle fasi giovanili di allevamento delle piante tanto da fiore quanto da orto, ed il fatto che si tenda, per motivi economici, ad utilizzare contenitori di volume sempre più piccolo porta le piante a manifestare rapidamente fenomeni di nanismo noti anche come "effetto Bonsai" o di Root Restriction. Il comportamento di piantine di pomodoro e tagete in contenitori a volumi crescenti ha portato a stabilire che questi fenomeni, di fatto, si evidenziano in relazione al tempo o meglio alle dimensioni che raggiungono: se vengono rinvasati in contenitori di volume man mano crescente il fenomeno - riduzione di scambi gassosi, stress idrico, alterazioni dell'architettura e della morfologia radicale - non si instaura. La restrizione radicale può essere sempre evitata provvedendo a rinvasare progressivamente le piante; bisogna valutare se è più conveniente di volta in volta utilizzare contenitori più grandi o rinvasare più frequentemente.

Una delle ricerche più recenti riguarda l'influenza della temperatura, del fotoperiodo e della disponibilità di assimilati sulla qualità del fiore reciso di crisantemo. Si tratta di una ricerca molto sofisticata che aveva lo scopo di costruire un modello attraverso il quale potere prevedere la crescita quanti-qualitativa del crisantemo per fiore reciso per ottenere una qualità predeterminata. L'obiettivo si può affermare che sia stato raggiunto anche se sono necessarie verifiche di campo in quanto le ricerche sono state condotte in cella climatica utilizzando degli artifizi che non è semplice ricostruire su scala commerciale. Prevedere emergenza e crescita delle infestanti è un obiettivo fondamentale per poterle controllare senza costi eccessivi né somministrazioni massicce di diserbanti. Temperatura e luce sono i fattori fondamentali che regolano la diffusione di queste piante e, siccome per quanto riguarda la luce, la copertura vegetale è determinante sono state eseguite delle prove che hanno consentito, utilizzando delle reti ombreggianti per simulare la copertura vegetale, la risposta di tre specie largamente diffuse e fra le più temibili - due C3 Datura stramonium L. e Xanthium strumarium L. ed una C4 Echinochloa crus-galli L. BEAV. - di cui è stata misurata la capacità di assimilazione fotosintetica e la crescita, ha messo in evidenza che una rapida copertura del terreno da parte delle coltivazioni può controllare in maniera efficace la Echinochloa e, probabilmente molte altre piante C4 mentre le due C3 non ne risentono se non maniera marginale.

Bioregolatori e Fitoregolazione (pubblicazioni n. 9 - 14 - 22 - 24 - 27 - 29 - 50 - 61 - 126 - 149)

Controllo dell'induzione fiorale nel crisantemo mediante sostanze di crescita - Influenza di una citochinina sulla produzione di talee di crisantemo - Effects of IAA, NAA and GA on flowering response of chrysanthemum - Vivaismo e controllo della rizogenesi - Effetto dei trattamenti chimici e osmotici sulla germinazione dei semi di ciclamino - Effetto di una citochinina (PBA) sulla produzione e sulla radicazione di talee di crisantemo e garofano - Trattamenti pregerminativi sui semi di specie ortive - La conservazione di semi di specie ortive sottoposti a trattamenti germinativi - Paclobutrazolo e pinolene contro lo stress idrico in arbusti ornamentali - Growth control by mechanical stimuli in Salvia splendens Sellow ex Schult.

La regolazione dell'architettura della pianta, la sua morfogenesi ed in particolare la fioritura è un obiettivo fondamentale nelle coltivazioni di piante a scopo ornamentale. Il controllo della fioritura del crisantemo, una pianta a giorno corto per la quale è necessario modificare il rapporto giorno-notte affinché cresca o fiorisca, avviene attraverso l'illuminazione artificiale o l'uso di teli oscuranti con un onere notevole. Per sostituire al controllo fisico quello chimico sono state condotte alcune ricerche con regolatori di crescita (IAA, NAA, GA3) che hanno mostrato una notevole efficacia anche se hanno prodotto dei fenomeni secondari che non si è riusciti a contrastare se non in parte. Sempre su alcune cultivar di crisantemo e garofano sono state condotte diverse ricerche volte da un lato ad aumentare la produzione di talee nelle piante madri attraverso la somministrazione di citochinine e dall'altro a verificare se gli effetti residui delle citochinine influenzassero in maniera negativa la capacità rizogena delle talee. I risultati delle ricerche hanno dimostrato ancora una volta, in particolare nel crisantemo, l'efficacia delle citochinine nella stimolazione della produzione di talee ma allo stesso tempo la difficoltà di rimuovere, se non in parte, il loro effetto residuo antirizogeno. Si possono includere in queta tematica anche i trattamenti volti ad accelerare e sincronizzare la germinazione dei semi nel ciclamino ed in alcune specie orticole per le quali, con l'affermarsi dell'attività vivaistica anche in questo campo, questi parametri sono diventati estremamente importanti. Le ricerche hanno esplorato tanto gli effetti delle due "famiglie" di osmoregolanti, glicoli polietilenici e sali minerali a concentrazioni e tempi di trattamento differenti, quanto la permanenza dell'effetto di priming e del sincronismo di emergenza dopo la conservazione a secco dei semi trattati. In tutti i casi i risultati sono stati positivi ed hanno evidenziato interessanti prospettive applicative. Possono essere riportate a questa tematica anche le ricerche effettuate sul contenimento della traspirazione di arbusti ornamentali con paclobutrazolo e con pinolene - quest'ultimo, tuttavia, non può essere considerato un regolatore di crescita in senso stretto ma più propriamente un antitraspirante fisico - al fine di contenere gli effetti di stress idrici sulla crescita e sulle relazioni idriche degli arbusti ornamentali. I trattamenti non hanno evidenziato una efficacia sensibile mentre tutte le specie hanno accusato effetti negativi dello stress idrico anche se Osmanthus heterophyllus G. Don ed Euonymus japonicum L. hanno mostrato di sopportare lo stress meglio di Viburnum tinus L. e Pittosporum tobira Thumb. Le ricerche sulla Salvia splendens Sellow ex Schult hanno confermato l'efficacia degli stimoli meccanici nel controllo dell'architettura delle piante per cui si aprono prospettive concrete per ridurre l'impego di agrochimici anche in questo campo di applicazione con evidenti, anche se si tratta di quantità apparentemente trascurabili, benefici per l'ambiente.

Colture in vitro (pubblicazioni n. 54 - 59 - 68 - 74 - 84 - 89 - 103 - 127 - 129 - 138)

In vitro growth pattern of salt-stressed cells of lavandin  - Effects of ethylene on in vitro culture of tomato cotyledonary explants - L'embriogenesi somatica e le sue potenzialità applicative - Involvement of activated charcoal in the modulation of abiotic and biotic ethylene levels in tissue cultures - Ethylene involvement in adventitious root formation in vitro - In vitro morphogenesis in species with different chilling-sensitivity as affected by modulation of endogenous ethylene levels - In vitro culture of Ranunculus hybrids for evaluation of flowering potted plant longevity - Influenza del microambiente sulla crescita e sullo sviluppo in vitro di specie della flora mediterranea - Propagazione in vitro e studio del microambiente in specie mediterranee

Le colture in vitro hanno recitato un ruolo di enorme rilievo in quest'ultimo mezzo secolo ed, assieme a risultati diretti di grande significato quali la micropropagazione di massa ed il risanamento di molte specie a propagazione agamica, hanno fornito uno strumento essenziale per studi di fisiologia e genetica ma, in generale, per lo sviluppo di tutte le biotecnologie. Una delle tecnologie da cui si attendevano risultati particolarmente eclatanti, l'embriogenesi somatica, per la propagazione di massa trova ancora dei limiti pressoché invalicabili, soprattutto in termini di variabilità del materiale prodotto, che non ne fanno presagire uno sviluppo a breve termine nonostante i primi risultati si facciano risalire ad oltre 40 anni orsono. Dal punto di vista metodologico l'ambiente isolato ed asettico consente di effettuare una serie di ricerche come, per esempio, l'effetto dello stress salino su un sistema messo a punto per il lavandino ed ancora l'effetto dell'etilene che si sviluppa nell'ambiente confinato sui tessuti cotiledonari del pomodoro. Il carbone attivo è un composto che si usa frequentemente per attenuare gli effetti di eccessi di composti liquidi e gassosi nelle colture in vitro e ne è stata valutata l'efficacia sull'assorbimento dell'etilene endogeno ed esogeno. Questo della formazione dell'etilene è un problema molto sentito nelle colture in vitro che può avere peraltro anche risvolti positivi per cui ne è stata valutata l'efficacia nella formazione di radici avventizie e, più in generale, questo ormone ha dimostrato di svolgere un ruolo di assoluto rilievo nella morfogenesi in vitro di piante con diverso grado di sensibilità al freddo. I sistemi in vitro possono essere utilizzati anche per lo screening precoce della durata post-raccolta di piante ornamentali da vaso come, per esempio, gli ibridi di Ranunculus spp. facilitando così il lavoro di miglioramento genetico. Lo studio di questi aspetti più specificamente ormonali, non ha portato a trascurare la micropropagazione di specie recalcitranti alla propagazione agamica come la Matthiola incana L. per la quale sono stati utilizzati espianti di "età" diversa per valutarne la capacità rigenerativa; su specie della flora mediterranea, che sta destando un interesse crescente sia per motivi di mera conservazione di biodiversità sia di produzione commerciale, è stata valutata l'influenza del microambiente confinato nella coltivazione in vitro. I vasi più "arieggiati" assicurano un ambiente più favorevole alla crescita soprattutto del mirto e della fillirea.

Risparmio energetico (pubblicazioni n. 12 - 28 - 31 - 36 - 39 - 40 - 43 - 47 - 85)

Possibilità di adattamento delle tecniche di coltivazione in serra alla nuova situazione energetica - Il risparmio energetico attraverso l'impiego di adeguate tecniche colturali - Il risparmio energetico in orticoltura e floricoltura - Serre e tunnel: utilizzazione delle energie alternative, energia geotermica - - Biological aspects of energy saving in protected cultivation - Effect of prolonged day temperature in night-time and different levels of night temperature on growth of Cordyline "Lord Robertson" - Effetti di differenti livelli termici diurni, notturni e del substrato sulla crescita di Dieffenbachia spp. e Codiaeum spp. - Effetti di regimi termici non tradizionali sulla crescita della Dieffenbachia "Tropic White" - Innovation in cultivation techniques of greenhouse ornamentals with particular regard to low energy input and pollution reduction

Quella per l'energia è una sensibilità che è sempre stata ben presente, sia per motivi economici che ambientali. Per questa ragione, immediatamente dopo la crisi conseguente alla Guerra del Golfo, è stata effettuata un'analisi approfondita delle possibilità di adattamento delle colture protette alla nuova situazione energetica, tanto in termini di risparmio assoluto quanto di una maggiore efficienza d'uso. A distanza di quasi trent'anni questo problema rimane ancora di grande attualità anzi sembra addirittura più drammatico. Questo interesse diffuso è stato confermato in occasione delle comunicazioni presentate, come invited lectures, a due convegni internazionali in cui sono stati analizzati, in uno, gli aspetti biologici coinvolti nel risparmio energetico delle colture protette e nell'altro le innovazioni tecnologiche nelle piante ornamentali capaci di contenere l'uso di energia. Non è stata trascurata neanche la possibilità di impiego di energie alternative come, per esempio, quella geotermica la quale tuttavia presenta due limiti pregiudiziali: la maggior parte dei pozzi geotermici erogano acqua a bassa entalpia e quindi per loro utilizzazione sono necessarie enormi superfici di scambio; il trasporto è molto costoso e tecnicamente complesso. Vicinanza al pozzo geotermico ed elevata entalpia sono requisiti individuati come pregiudiziali.

Sono state condotte delle ricerche molto circonstaziate sulla possibilità di adottare regimi termici tali da consentire di contenere l'impiego di combustibile su specie ornamentali particolarmente esigenti in fatto di riscaldamento quali sono diverse cultivar di Cordyline spp., di Dieffenbachia spp. e di Codiaeum spp. L'adozione di regimi termici anche molto diversi da quelli tradizionali, come il prolungamento della temperatura diurna nella prima parte della notte e l'abbassamento nella seconda parte, ha consentito di realizzare incrementi, o comunque nessun decremento, quanti-qualitativi delle produzioni assolutamente soddisfacenti. L'adozione di questi regimi sarebbe comunque circoscritta ad impianti che disponessero di un sistema di regolazione della temperatura sufficientemente sofisticato. In sintesi, questi lavori hanno dimostrato che è possibile mettere in atto diversi accorgimenti che consentono di risparmiare energia in quantità significative.

Applicazioni di informatica (pubblicazioni n. 41 - 51 - 75 - 76 - 118)

Le colture protette e l'informatica: problemi tecnologici, biologici e gestionali - Impiego dell'informatica nelle colture protette - Colture Protette: Applicazioni dell'informatica nei processi di produzione delle serre - Un computer spinge le piante a crescere ed a moltiplicarsi - Using Artificial Neural Networks in Horticulture: A control System for Mineral Supply in Closed-Loop Hydroponics

L'informatica è entrata in maniera veramente massiccia anche nelle colture protette e non se ne può più sottovalutare l'importanza tanto per quanto riguarda la gestione dell'ambiente di coltivazione quanto il processo produttivo e la stessa impresa nella sua interezza ed in tutta la sua complessità e molteplicità di funzioni, economiche e tecnologiche. Tuttavia a fronte della potenza, precisione e rapidità operativa di questi strumenti emergono molti problemi legati alla natura biologica delle materie prime su cui si opera, alle tecnologie talora addirittura "grossolane" di attuatori e sensori impiegati, alla eterogeneità di esigenze di piante di specie anche molto diverse e che attraversano fasi di produzione differenti, ospitate nello stesso ambiente di coltivazione. Tutti questi aspetti sono stati oggetto, in più occasioni, di analisi approfondite secondo ottiche differenziate ed è costantemente emerso che il limite più significativo alla efficienza ed all'efficacia di software ed hardware deriva dalla difficoltà di interfacciare l'elemento elettronico a quello meccanico ed entrambi a quello biologico. Una risposta a questa esigenza potrebbe venire dalle Reti Neurali Artificiali - Artificial Neural Networks - che funzionano in maniera "analoga" al cervello umano e che sembrerebbero dare risultati attendibili nella gestione delle soluzioni nutritive minerali nei sistemi chiusi. Quest'ultima ricerca ha visto coinvolte competenze molteplici che hanno consentito un approccio alla ricerca nuovo e prospettato nuove strade da percorrere. Questo, comunque, è soltanto un piccolo esempio circoscritto di quanto il mondo dell'informatica può offrire all'agricoltura in genere ed alle colture protette in particolare.

Fisiologia, Tecnologia post-raccolta, Qualità (pubblicazioni n. 109 - 130 - 131 - 134 - 135 - 136 - 140 - 144 - 145 - 153 - 154 - 155 - 156 - 157 - 159 - 160 - 161)

Mantenimento della qualità post-raccolta in piante di Ranunculus asiaticus L. - Valutazione del comportamento postraccolta in fiori di Helianthus annuus L. - Alterazioni fisiologiche durante la vita in vaso di fronde recise di Eucalyptus parvifolia Cambage - La durata postraccolta di Eucalyptus parvifolia - The influence of growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.) grown in nutrient film technique in a Mediterranean climate - Produzione di etilene e durata post-raccolta in fronde recise di Eucalyptus spp. - Consumo idrico, contenuto in clorofilla e durata in vaso di fronde recise di Eucalyptus parvifolia Cambage - Tecniche postraccolta dei prodotti ortoflorofrutticoli - Effetto dell’ombreggiamento sulla qualità della fronda recisa Ruscus racemosus L. - Preharvest and postharvest strategies for reducing nitrate content in rocket (Eruca sativa L.) - Treatment with thidiazuron for preventing leaf yellowing in cut tulips, solidaster and chrysanthemum - Effetto del Thidiazuron sulla qualità e la durata postraccolta di fiori e fronde ornamentali - Variazione del contenuto in ABA durante la senescenza dei petali di fiori climaterici e non climaterici - Ruolo dell’etilene sulla longevità del Ranunculus asiaticus L. - Studio della senescenza fogliare in fronde recise di Eucalyptus spp. - Effects of cold storage on vase life of cut Eucalyptus parvifolia Cambage - Effects of ethylene and cytokinins on vase life of cut Eucalyptus parvifolia Cambage branches

La qualità sta diventando un requisito sostanziale nella conquista, soprattutto la sua componente sensibile, e nel mantenimento, soprattutto la sua componente latente, di quote di mercato sempre più difficili da sottrarre alla concorrenza. Questo è particolarmente vero per i prodotti più deperibili per cui non poteva mancare una linea di ricerca in questa direzione che ha interessato il mantenimento della qualità post-raccolta nel Ranunculus asiaticus L. che viene utilizzato in produzione come tale o come parentale nel lavoro di miglioramento. Una specie specie da fiore reciso, oltre che da vaso, emergente è da considerarsi il girasole di cui è stato studiato il comportamento post-raccolta anche perché alcune cultivar commerciali di Helianthus annuus L., o di altre specie e cultivar, mostrano qualche limite di durata. Studi molto approfonditi sono stati condotti su molte fronde recise ed in particolare sull'Eucalyptus parvifolia Cambage, una delle specie da fronda più apprezzata, che mostra qualche problema di durata, specie in certi periodi dell'anno. Nelle specie eduli, come è il caso del melone, la qualità è un parametro fondamentale e può essere controllata - The influence of growing season on fruit yield and quality of greenhouse melon (Cucumis melo L.) grown in nutrient film technique in a Mediterranean climate  - con una certa facilità modificando la composizione della soluzione nutritiva in relazione ai parametri ambientali spontanei o indotti. Questa che si può richiamare complessivamente alla qualità è una linea di ricerca che si sta sviluppando in manira sempre più significativa, tanto per quanto riguarda i prodotti ornamentali che quelli eduli.

Paesaggistica e Spazi verdi (pubblicazioni n. 79 - 86 - 90 - 92 - 100 - 101 - 104 - 106 - 108 - 111 - 120 - 133)

La pianta nel giardino: Aspetti agroecologici nella scelta della specie vegetale - Recupero a verde pubblico di un giardino storico - Proposta di rimboschimento paesaggistico della tenuta di Tombolo - Primi appunti per una storia della flora ornamentale nei parchi e giardini storici della Toscana: il caso della Lucchesìa - Sulla flora ornamentale nei giardini toscani fra XVIII e XIX secolo: riflessioni sulle metodologie di indagine - Vegetation Units: A landscape approach for reafforestation of Protected Areas - Forme e immagini del giardino storico tra estetica e tecnica: i colori della vegetazione - Fiori e piante ornamentali edibili - Modificazione della crescita in specie arbustive mediterranee - Risultati e strategie di sviluppo delle ricerche del progetto coordinato sugli arbusti ornamentali (ARBORN) - Le antiche descrizioni del paesaggio come elementi per una corretta lettura dell’ambiente naturale ed antropico - Wildflowers e continuità paesaggistica

Quella del "verde" è una linea attivata sette anni orsono allo scopo di approfondire e valorizzare, in un contesto che ha sempre visto dominare l'estetica sulla funzionalità, le figure e le competenze bioagronomiche. Sono stati sottolineati a questo scopo gli aspetti agroecologici che incidono profondamente sul divenire della vegetazione del giardino. I colori della vegetazione non sono delle manifestazioni casuali ma sono determinati da eventi fenologici prevedibili conoscendo le piante, i loro cicli biologici, la loro ontogenesi. Questo ruolo è ancora più importante nel recupero della vegetazione - in parchi, giardini pubblici e privati - allorché è indispensabile discriminare tra stratificazioni storiche di rifacimenti non sempre accettabili, curare o eliminare soggetti in cattivo stato di conservazione e così via. Saper leggere il paesaggio diventa una fase importantissima che può essere effettuata attraverso la ricostruzione della storia della flora come è stato fatto per la Lucchesia, un'area quantomai ricca di giardini storici di enorme importanza e per i quali, generalmente, è disponibile sufficiente documentazione. In questo caso specifico si può ricorrere anche alle descrizioni degli antichi viaggiatori che documentavano anche con disegni i loro scritti. E' necessario, in ogni caso, individuare delle metodologie di indagine corrette come si è adombrato a proposito della flora del XVIII e del XIX secolo. Le conoscenze acquisite, documentalmente o sperimentalmente, vengono utilizzate poi per stendere il progetto di recupero paesaggistico come è stato fatto per Tombolo e per Villa Mimbelli, una villa privata prima e pubblica poi. Questa della sperimentazione è una limitazione notevole in quanto presuppone, nella maggior parte dei casi, tempi molto lunghi spesso incompatibili con l'urgenza degli interventi e con le risorse disponibili.

In questo contesto sono stati studiati ed esposti due aspetti particolari che possono rappresentare un interesse non secondario, in particolare il secondo. Il primo riguarda la rinaturalizzazione dei giardini privati da sottrarre ai classici "prati all'inglese" per destinarli ad ospitare piante autoctone, erbacee e/o arbustive, che accanto ad un grande valore estetico e ad una limitata manutenzione uniscano il fatto di produrre organi (fiori, foglie, frutti, radici) edibili. La seconda proposta presenta un respiro più ampio e consiste nel promuovere l'utilizzazione delle flora spontanea, in particolare di quella erbacea, nel recupero di zone compromesse e più in generale, per esempio, nell'abbellimento delle aree di sosta delle strade ed autostrade. Questo approccio, noto come programma Wildflowers, sta conoscendo una grande fortuna in molti Paesi e segnatamente negli Stati Uniti in cui una quota dei costi degli appalti stradali e della manutenzione viene destinata obbligatoriamente a questo impiego. Si tratta di un approccio importante che a parte l'estetica può rappresentare uno strumento valido sia a fini educativi che di conservazione della flora e la difesa dall'erosione biologica, e non solo.


Elenco delle Pubblicazioni

1.        SERRA G., 1964 - Le modificazioni di alcune proprietà fisiche delle argille dovute all'azione di un condizionatore della struttura. Fondazione Marchi, Ed. STIAV, Firenze

2.        SERRA G., 1965 - L'aria nel terreno - Ed. STEF, Cagliari

3.        SERRA G., 1967 - Guida alla concimazione dei terreni della Sardegna - Edagricole, Bologna

4.        SERRA G., 1970 - La misura della velocità di diffusione dell'aria nel terreno col microelettrodo di platino - Tip. STEF, Cagliari

5.        SERRA G., 1970 - Confronto tra cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Ed. STEF, Cagliari

6.        SERRA G., 1970 - La salinità dei terreni delle colture protette - Ed. STEF, Cagliari

7.        SERRA G., 1971 - Comportamento biologico e produttivo di cultivar ed ibridi di pomodoro da mensa coltivati in serra - Atti del I Convegno Naz. sulla Tecnica delle Coltivazioni Ortive in serra, Ragusa

8.        SERRA G., 1972 - Confronto tra cultivar di garofano SIM trattate con brachizzanti - Rivista della Ortoflorofrutticoltura Italiana, 5-6, 554-474

9.        SERRA G., 1972 - Controllo dell'induzione fiorale nel crisantemo mediante sostanze di crescita - Rivista della Ortoflorofrutticoltura Italiana, 5-6, 467-474

10.     SERRA G., 1973 - Influenza della densità e della disposizione delle piante sulla produzione di una cultivar di garofano SIM - Centro reg. agr. sperim., 41

11.     DEIDDA M. e SERRA G., 1973 - Influenza dell'epoca di trapianto sulla produzione di ibridi e cultivar di pomodoro da mensa - Centro reg. agr. sperim., 42

12.     SERRA G., 1974 - Possibilità di adattamento delle tecniche di coltivazione in serra alla nuova situazione energetica - Incontro su "Le colture protette nell'attuale situazione energetica", Cagliari 11 ottobre

13.     SERRA G., 1974 - La coltivazione normale e quella programmata per vaso fiorito - Giornata su "La coltura del crisantemo", Sarzana 24 ottobre

14.     SERRA G., 1975 - Influenza di una citochinina sulla produzione di talee di crisantemo - Colture Protette III, 19-22

15.     SERRA G., LEONI S. e CARLETTI M.G., 1975 - Aspetti della nutrizione del crisantemo - Centro reg. agr. sperim., 49

16.     SERRA G. e CARLETTI M.G., 1975 - Concimazione della poinsettia con concimi a solubilità controllata - Centro reg. agr. sperim., 50

17.     SERRA G. e LEONI S., 1975 - Confronto tra 4 cultivar di crisantemo allevate a uno e due steli fiorali - Centro reg. agr. sperim., 51

18.     SERRA G., 1975 - Effetti dell'epoca e della densità di trapianto sulla produzione di garofani miniature - Centro reg. agr. sperim., 52

19.     DEIDDA M., SERRA G. e LEONI S., 1976 - Coltivazione del pomodoro in serra ad elevati investimenti unitari - Colture Protette 3, 31-35

20.     SERRA G. e LEONI S., 1977 - Disinfezione del terreno col vapore - Colture Protette 5, 35-41

21.     SERRA G., 1977 - Problemi varietali del garofano - Colture Protette IV, 5:35-38

22.     SERRA G. e CARLETTI M.G., 1977 - Effects of IAA, NAA and GA on flowering response of chrysanthemum - Acta Horticulturae 68:159-165

23.     SERRA G., 1978 - Situazione e prospettive dell'orticoltura e della floricoltura in Sardegna - Atti delle Giornate Ortofloricole, Cagliari 21-22 settembre

24.     SERRA G., 1978 - Vivaismo e controllo della rizogenesi - L'Informatore Agrario, 2747-2750

25.     SERRA G., 1979 - Aspetti tecnici della coltivazione dello statice - Colture Protette, III, 43-46

26.     SERRA G., 1981 - Rosa - Dizionario Enciclopedico di Agricoltura, 1461-1467, Ed. SAIE, Torino

27.     SERRA G., 1981 - Effetto dei trattamenti chimici e osmotici sulla germinazione dei semi di ciclamino - Atti delle Giornate Floricole su "Il ciclamino da vaso fiorito", Genova 25 aprile

28.     SERRA G., 1981 - Il risparmio energetico attraverso l'impiego di adeguate tecniche colturali - Atti del I Convegno "Floricoltura e Risparmio energetico", Bordighera, 10-11 ottobre

29.     SERRA G. e CARLETTI, M.G., 1981 - Effetto di una citochinina (PBA) sulla produzione e sulla radicazione di talee di crisantemo e garofano - Atti del Congresso "Fitoregolatori e fitofarmaci", Firenze 26-27 novembre

30.     SERRA G. e LEONI S., 1981 - Variazione del potenziale rizogeno stagionale in Quercus suber e Juniperus spp. - Atti del Congresso "Fitoregolatori e fitofarmaci", Firenze 26-27 novembre

31.     SERRA G., 1981 - Il risparmio energetico in orticoltura e floricoltura - Notiziario di Ortoflorofrutticoltura, 25-28

32.     SERRA G., 1982 - Concimazione e irrigazione in "La rosa: Tecniche di produzione del fiore reciso", 61-79, Edagricole, Bologna

33.     SERRA G., 1985 - Anthurium in "Le piante in vaso", 41-44, Edagricole, Bologna

34.     SERRA G., 1985 - Begonia in "Le piante in vaso", 45-54, Edagricole, Bologna

35.     SERRA G., 1985 - Calceolaria in "Le piante in vaso", 69-72, Edagricole, Bologna

36.     SERRA G., 1985. Serre e tunnel: utilizzazione delle energie alternative, energia geotermica - L'Italia agricola, 122, 1:155-163

37.     SERRA G., 1986 - Possibilità tecnologiche di inserimento delle piante ornamentali e da fiore reciso nell'isola di S. Erasmo e nella penisola del Cavallino - Atti del Convegno "Il metano nelle serre", Venezia, 27 giugno

38.     SERRA G., 1986 - Presentazione del Sottoprogetto "Piante da fronda recisa ed in vaso" - Atti della Giornata su "Ricerca scientifica nella floricoltura europea", Genova.

39.     TOGNONI F. and SERRA G., 1987 - Biological aspects of energy saving in protected cultivation - Acta Horticulturae 229: 17-20

40.     SERRA G. and CARRAI C., 1987 - Effect of prolonged day temperature in night-time and different levels of night temperature on growth of Cordyline "Lord Robertson" - Acta Horticulturae 229: 393-398

41.     SERRA G., 1988 - Le colture protette e l'informatica: problemi tecnologici, biologici e gestionali - Atti del Convegno "Informatica e agricoltura", pag. 9-30, Firenze 2/3 giugno, Accademia dei Georgofili

42.     SERRA G., 1988 - Colture Protette: strategie di concimazione - Agricoltura Liguria 6, 6:9-16

43.     SERRA G., 1988 - Effetti di differenti livelli termici diurni, notturni e del substrato sulla crescita di Dieffenbachia spp. e Codiaeum spp. - Inform. Bot. Ital., 20 (2-3): 832-839

44.     SERRA G., 1988 - Applicazioni degli studi di bioritmica alle colture in ambiente protetto - Inform. Bot. Ital., 20 (2-3): 754-766

45.     TOGNONI F. and SERRA G., 1989 - The greenhouse in horticulture: The contribution of biological research - Acta Horticulturae 245: 46-52

46.     SERRA G. e NUVOLI S., 1989 - Effetto delle fluttuazioni giornaliere della temperatura sulla germinazione e sull'emergenza del pomodoro - Atti del Convegno "Agrometeorologia, Agricoltura e Ambiente",  723-733, Firenze 21-22 novembre

47.     SERRA G. e CARRAI C., 1989 - Effetti di regimi termici non tradizionali sulla crescita della Dieffenbachia "Tropic White" - Colture Protette 2: 85-88

48.     VITAGLIANO C. and SERRA G., 1990 - Present situation of forcing culture for horticultural crops in Italy - Proc. of Int. Symp. on "Off-season production of horticultural crops" 41:139-147

49.     PARDOSSI A., TOGNONI F. e SERRA G., 1989 - Esperienze sulla coltivazione senza suolo del pomodoro in serra - Colture Protette 5: 81-84

50.     Nuvoli S., Giulianini D., Pardossi A., Serra G., Tognoni F., 1989. Trattamenti pregerminativi sui semi di specie ortive. Atti 1° Convegno Nazionale sul Vivaismo Orticolo, 409-421

51.     SERRA G., 1990 - Impiego dell'informatica nelle colture protette - in: Alpi A. e Tognoni F., Coltivazione in serra (313-323), Edagricole, Bologna

52.     SERRA G., 1990 - Effetto della temperatura sulla fioritura dell'Aphelandra squarrosa Nees. "Dania" - Atti del Convegno Nazionale "Miglioramento della produzione floricola", ISMEA, 163-164

53.     SERRA G., 1990 - Sottoprogetto piante da fronda recisa e da vaso - Atti del Convegno Nazionale "Miglioramento della produzione floricola", ISMEA, 153-162

54.     MENSUALI A., SERRA G., VITAGLIANO C. and BLANDO F., 1990 - In vitro growth pattern of salt-stressed cells of lavandin  - Acta Horticulturae 280: 459-462

55.     MENSUALI A., NUVOLI S., DI TOLA L., SERRA G. and TOGNONI F., 1990 - Flower morphology and phenology of Ranunculus (R. asiaticus L.) - Proc. of XXIII Congress ISHS, 3155

56.     NUVOLI S., SERRA G. and TOGNONI F., 1990 - Priming and storage of celery (Apium graveolens L.) seeds - Proc. of XXIII Congress ISHS, 3156

57.     CASAROTTI D., MARTIGNON G., ROTINO G.L., SCHIAVI M., PARDOSSI A., SERRA G. and TOGNONI F., 1990 - Soilless culture: substrate cultivation experiments in glasshouse in northern Italy - Proc. of XXIII Congress ISHS, 3181

58.     SERRA G., BIGONGIARI G., D'AGLIANO G. and TOGNONI F., 1990 - Influence of sowing period on timing of four bedding plants - Proc. of Congress ISHS, 4066

59.     MENSUALI-SODI A., TOGNONI F. and SERRA G., 1990 - Effects of ethylene on in vitro culture of tomato cotyledonary explants - Proc. Int. Congress on Plant Tissue and Cell Culture, B5-32

60.     MENSUALI-SODI A., PARDOSSI A., SERRA G.,TOGNONI F., 1990 - Effetto di elevate temperature della zona radicale sulla crescita di specie ortive - Atti del Convegno "Stress ambientali nei vegetali", 270-274

61.     NUVOLI S., SERRA G. e TOGNONI F., 1991- La conservazione di semi di specie ortive sottoposti a trattamenti germinativi - Atti del II Convegno Nazionale sul Vivaismo Orticolo, 185-191

62.     FIORAVANTI L., CARRAI C., TOMASSINI C., SERRA G. e SORESSI G.P., 1991 - Miglioramento genetico della Dieffenbachia. II Programmazione della fioritura mediante GA3 - Colture Protette 5: 103-107

63.     SERRA G., BIGONGIARI G., D'AGLIANO G. e TOGNONI F., 1991 - Programmazione della produzione di piante fiorite annuali con semine cadenzate - Colture Protette 12:65-70

64.     SERRA G., 1992 - Strategie di acquisizione del materiale di propagazione delle piante ornamentali da interno- Il Floricultore 1/2:46-51

65.     SERRA G., 1992 - Funzione e funzionalità dei substrati in contenitore - Colture protette XXI, 5:47-52

66.     PARDOSSI A., FIORINI A., TOGNONI F., SERRA G., CAMPIOTTI C.A. and PICCIURRO G., 1992 - Tomato plants grown with NFT in a mediterranean climate: growth, fruit yield, water usage and macronutrient uptake in relation to growing season - Agr. Med. 122, 75-84

67.     Serra G., 1992 - Vivaismo in floricoltura: Piante ornamentali da interno. Flortecnica 1/2:35-46

68.     BARONCELLI P., LIPUCCI DI PAOLA M., TOGNONI F., SERRA G., 1992 - L'embriogenesi somatica e le sue potenzialità applicative - Agricoltura Ricerca 133:23-30

69.     ERCOLI L., MENSUALI A., MALORGIO F. and SERRA G., 1992 - Interception of photosynthetically active radiation, growth and production of bush bean (Phaseolus vulgaris L.) - Agr. Med. 122:

70.     SERRA G., 1992 - La coltura del pomodoro in serra - Quaderni Federagrario, 28:13-30

71.     SERRA G., 1992 - La coltura in serra della zucca da "zucchini" - Quaderni Federagrario, 28:31-38

72.     TOGNONI F., SERRA G. & MONTEIRO A., 1992 (editors) - Protected Cultivation - Acta Horticulturae n. 303

73.     CARRAI C., FIORAVANTI L., CAVALLINI A., SERRA G. e SORESSI G.P., 1993 - Caratterizzazione citologica di cultivar di Dieffenbachia - Colture Protette 2:101-104

74.     MENSUALI-SODI A., PANIZZA M., SERRA G. & TOGNONI F., 1993 - Involvement of activated charcoal in the modulation of abiotic and biotic ethylene levels in tissue cultures - Scientia Horticulturae, 54:49-57

75.     Serra G., 1988 - Colture Protette: Applicazioni dell'informatica nei processi di produzione delle serre. Terra e Vita 47:63-64

76.     Serra G., 1989. Un computer spinge le piante a crescere ed a moltiplicarsi. Sardegna Economica 22:26-36

77.     SERRA G. & TOGNONI F., 1993 - L'innovazione tecnologica in agricoltura: Comparto ortoflorovivaistico - in "Produzione, trasferimento e impatto delle innovazioni nell'agricoltura italiana", 331- 356 - Società Editrice IL MULINO, Bologna

78.     MAGNANI G., MACCHIA M., MOSCHENI E. & SERRA G., 1993 - Effetti di trattamenti termici su semi di Acacia - Colture Protette 22 (12):71-78

79.     SERRA G., 1993 - La pianta nel giardino: Aspetti agroecologici nella scelta della specie vegetale - in "La pianta nel giardino", 5-26 - Ace International, Como

80.     SERRA, G., TOGNONI, F. & LEONI, S., (eds.) 1994 - International Symposium on new cultivation systems in greenhouse - Acta Horticulturae, 361

81.     INCROCCI, L.,SERRA, G. & LERCARI, B., 1994 - Height control of a bedding plant (Salvia splendens F. Sellow) by copper sulphate filters - Acta Horticulturae, 361:491-494

82.     TOGNONI F. & SERRA, G., 1994 - New Technologies for protected cultivation to face environmental constraints and to meet consumer's requirements - Acta Horticulturae, 361:31-38

83.     VERNIERI P., PARDOSSI A., SERRA G. & TOGNONI F., 1994 - Changes in abscisic acid and its glucose ester in Phaseolus vulgaris L. during chilling and water stress - Plant Growth Regulation 15:157-163

84.     MENSUALI, A., BREA, M., PANIZZA, M., SERRA, G. & TOGNONI, F., 1994 - In vitro regeneration of shoots in Matthiola incana L. from seedling explants of different age - Gartenbauwissenschaft, 59(2):77-80

85.     SERRA, G., 1994 - Innovation in cultivation techniques of greenhouse ornamentals with particular regard to low energy input and pollution reduction - Acta Horticulturae 353:149-163

86.     MORI, B., RAZZAUTI, A., SERRA, G. & TOGNONI, F., 1994 - Recupero a verde pubblico di un giardino storico - in "Il giardino nella storia, nella scienza e nella natura" pag. 303-318, ACE International, Como

87.     BENVENUTI S., PARDOSSI A. & SERRA G., 1994 - Light and temperature effects on net photosynthesis of three mediterranean weeds - Proc. of the Symposium on "Weed control in substainable agriculture in the mediterranean area" 67-73

88.     MAGNANI G., SERRA G., MACCHIA M. & MAZZARI M., 1994 - Esigenze termiche per la germinazione del seme di alcune specie ornamentali - Italus Hortus 1, 1:3-7

89.     MENSUALI-SODI A., PANIZZA M., SERRA G. & TOGNONI F., 1994 - Ethylene involvement in adventitious root formation in vitro - Proc. Intern. Congress of plant and tissue culture - Firenze, June 12-17, 1994

90.     MORI, B., VITAGLIANO, C., TOGNONI, F. & SERRA G., 1994 - Proposta di rimboschimento paesaggistico della tenuta di Tombolo - Atti del IV Convegno Internazionale su Parchi e Giardini storici, pag. 329-336

91.     MUGNAI, S., PARDOSSI, A., SERRA, G. & TOGNONI, F., 1995 - Leaf water relations and gas exchange in container-grown plants of two genotypes of Nerium oleander L. as affected by water deficiency - Adv. Hort. Sci. 9:27-32

92.     TOMEI, P.E. & SERRA G., 1995 - Primi appunti per una storia della flora ornamentale nei parchi e giardini storici della Toscana: il caso della Lucchesìa - in "Il Giardino di Villa in Italia nei secoli XVIII e XIX" - Ed. Ace International, Como.

93.     MORI B., SERRA G. & TOGNONI F., 1995 - Growth response to different water regimes of container-grown woody ornamentals - Agr. Med. 125:368-374

94.     SERRA G., 1995 - Ricerca e innovazione per la floricoltura italiana - Clamer Informa 20, 3:217-295 e 5:379-388

95.     PARDOSSI A.,VERNIERI P., MALORGIO F., TOGNONI F. e SERRA G. 1996 - Aspetti fisiologici legati alla qualità dei frutti di melone coltivato in idroponica - Atti III Giornate Scientifiche SOI, Erice, 451-452

96.     SERRA G., 1996 - Innovazione tecnologica e competitività - Flortecnica 20, 199:33-43

97.     SERRA G. & TOGNONI F., 1996 - Prospettive di sviluppo delle colture senza suolo in relazione alle differenti condizioni del territorio nazionale - Atti delle Giornate sulle Colture senza Suolo" Lodi, pag. 128-135.

98.     MUGNAI S., PARDOSSI A., SERRA G. e TOGNONI F., 1996 - Modellizzazione dei consumi idrici di specie ornamentali da esterno coltivate in contenitore - Flortecnica 20, 191:65-68

99.     MUGNAI S., PARDOSSI A., SERRA G. e TOGNONI F., 1996 - Effetti dello stress idrico sulle relazioni idriche e sugli scambi gassosi di due genotipi di oleandro (Nerium oleander L. ) allevati in contenitore - Flortecnica 20, 191:69

100.  TOMEI P.E. e SERRA G., 1996 - Sulla flora ornamentale nei giardini toscani fra XVIII e XIX secolo: riflessioni sulle metodologie di indagine - in "Vegetazione e Giardino Storico" (pag. 187-195) - Editore: Ace International, Como.

101.  MORI B., SERRA G. & TOGNONI F., 1996 - Vegetation Units: A landscape approach for reafforestation of Protected Areas - Proceedings of 33rd World IFLA Congress, Florence, pag. 731-735

102.  Serra G., 1996 - Figure professionali per un florovivaismo competitivo - in L’Orticoltura e la Floricoltura del terzo millennio, Atti Accademia dei Georgofili, 7a serie, Vol. XLII, pag.561-578

103.  MENSUALI A., PANIZZA M., SERRA G. & TOGNONI F., 1996 - In vitro morphogenesis in species with different chilling-sensitivity as affected by modulation of endogenous ethylene levels - Plant Physiology and Biochemistry, Special Issue, S18-132, 271

104.  SERRA G., 1997 - Forme e immagini del giardino storico tra estetica e tecnica: i colori della vegetazione - in "Giardini di Piacere, Giardini di Sapere" (pag. 45-59) - Editore: Ace International, Como.

105.  Incrocci L., Pardossi A., Tognoni F. & Serra G., 1997 - Growth response of Phaseolus vulgaris L. to high temperature and Hypoxia in the root zone - Proc. of 2nd International Symposium on the biology of root formation and development, pag. 277.

106.  Serra G., 1997 - Fiori e piante ornamentali edibili - Flortecnica XXI, 202:73-78

107.  Tognoni F., Pardossi A. & Serra G., 1997 - Strategies to match greenhouses to crop production - Proc. 18th Annual Conference of Hydroponic Society of America, 35-50

108.  MORI B., SERRA G. e Vitagliano C., 1998 - Modificazione della crescita in specie arbustive mediterranee - Atti delle IV Giornate Scientifiche SOI, 85-86

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